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HIV, l’iniettabile a lunga durata supera la terapia orale nei pazienti con scarsa aderenza

Infettivologia Redazione DottNet | 23/02/2026 11:27

Studio LATITUDE pubblicato sul New England Journal of Medicine: il regime Long Acting cabotegravir + rilpivirina dimezza il rischio di fallimento virologico rispetto alla terapia quotidiana.

Nei pazienti con HIV e difficoltà nel seguire regolarmente la terapia antiretrovirale, il passaggio a un trattamento iniettabile a lunga durata d’azione può fare la differenza. I risultati finali dello studio di fase III LATITUDE, resi noti da ViiV Healthcare e pubblicati sul New England Journal of Medicine, mostrano che la combinazione long acting di cabotegravir e rilpivirina riduce quasi del 50% il rischio di fallimento del regime rispetto alla prosecuzione della terapia orale giornaliera.

Il trial, randomizzato e in aperto, ha coinvolto 453 persone con precedente bassa aderenza o fuoriuscite dai percorsi di cura. Dopo una fase iniziale di supporto mirato per raggiungere la soppressione virologica con terapia orale standard, 306 partecipanti sono stati assegnati a iniezioni mensili dei due farmaci oppure al mantenimento del trattamento quotidiano per bocca.

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L’endpoint primario combinava fallimento virologico e interruzione definitiva del regime per qualsiasi causa. A 48 settimane, l’incidenza cumulativa di fallimento è risultata pari al 22,8% nel braccio iniettabile contro il 41,2% nel gruppo orale (29/152 vs 55/154). I fallimenti virologici sono stati inferiori nel gruppo long acting (3% vs 21%), con un numero complessivamente minore di interruzioni correlate alla perdita di controllo dell’HIV.

Il miglioramento degli outcome si è osservato in una popolazione ad alta vulnerabilità clinica e sociale: età mediana 40 anni, 63% afroamericano, 29% donne, 17% ispanici e una quota significativa con uso attuale o pregresso di sostanze iniettive.

Già nel 2024 il Data Safety Monitoring Board aveva raccomandato l’interruzione della randomizzazione per superiorità del braccio iniettabile, offrendo lo switch ai partecipanti eleggibili.

Secondo l’azienda, controllata a maggioranza da GSK, questi dati consolidano il ruolo delle formulazioni long acting come opzione terapeutica strategica per chi incontra ostacoli nella gestione quotidiana della terapia. L’approccio iniettivo mensile potrebbe rappresentare uno strumento concreto per migliorare la continuità assistenziale e contribuire al controllo dell’epidemia.

Con LATITUDE, l’evoluzione del trattamento dell’HIV punta non solo all’efficacia virologica, ma anche alla sostenibilità reale nella vita quotidiana dei pazienti.

Riferiimenti

Rana A.I., et al. Cabotegravir plus Rilpivirine for Persons with HIV and Adherence Challenges. N Engl J Med. 2026. DOI: 10.1056/NEJMoa2508228

Clinicaltrials.gov website. A Study to Evaluate the Effectiveness of Long-acting (LA) Cabotegravir (CAB) + Rilpivirine (RPV) LA When Given to Participants With Detectable HIV-1 (CROWN). Available at: https://clinicaltrials.gov/study/NCT06694805. Last accessed: January 2026.  

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