
È stato firmato il Contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Area Sanità relativo al triennio 2022-2024. ANAAO Assomed e Federazione CIMO-FESMED hanno sottoscritto l’accordo presso l’Aran, dopo la pre-intesa dello scorso 18 novembre e il completamento dell’iter di verifica.
Il contratto riguarda circa 120.000 medici e 17.000 dirigenti sanitari non medici e può ora entrare ufficialmente in vigore.
Aumenti mensili e arretrati
Gli incrementi retributivi vanno dai 322 euro lordi mensili per gli incarichi professionali iniziali fino a 530 euro lordi mensili per i direttori di struttura complessa di area chirurgica.
Gli arretrati oscillano invece tra 8.710 euro per gli incarichi professionali iniziali e 14.540 euro per i direttori di struttura complessa, al lordo dell’indennità di vacanza contrattuale già corrisposta.
Secondo le organizzazioni firmatarie, aumenti e arretrati dovrebbero essere erogati già con le prossime buste paga.
"Il CCNL 2022-2024 è un contratto prevalentemente economico che andava chiuso rapidamente per poter aprire il confronto sul CCNL 2025-2027 e riallineare finalmente la contrattazione al triennio di riferimento", dichiarano Pierino Di Silverio e Guido Quici.
Il tema aperto dell’indennità di specificità
I sindacati firmatari sottolineano però la mancata erogazione immediata degli aumenti dell’indennità di specificità, già finanziati ma vincolati alla firma del contratto 2025-2027.
"Si annuncia di voler premiare l’impegno quotidiano dei professionisti e poi si rimanda sine die l’erogazione di tali riconoscimenti", affermano Di Silverio e Quici, chiedendo un intervento rapido per sbloccare le risorse.
Fp Cgil non firma: "Contratto definanziato e senza novità"
Di segno opposto la posizione della Fp Cgil, che ha ribadito il proprio rifiuto alla sottoscrizione.
"Non abbiamo sottoscritto a novembre l’ipotesi di accordo e non firmiamo oggi il definitivo perché non ci sono le condizioni sindacali minime economiche e normative", afferma Andrea Filippi, segretario nazionale Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn.
Secondo il sindacato, il contratto resta "definanziato di ben 580 euro lordi rispetto all’inflazione del triennio", non introduce novità normative e "peggiora le sperequazioni a danno dei dirigenti sanitari e delle professioni sanitarie".
Filippi parla di un aumento "mortificante di 90 euro lordi sul tabellare" rispetto a quanto già percepito e definisce "inaccettabile" il congelamento delle risorse destinate all’indennità di specificità, che varrebbero circa 300 euro lordi mensili per i dirigenti sanitari.
La firma del contratto chiude formalmente il triennio 2022-2024, ma il confronto sindacale resta aperto sul terreno del prossimo rinnovo 2025-2027 e sul tema della valorizzazione economica del personale sanitario.




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