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Obesità, l’Italia apripista con una legge dedicata: 11,8% degli adulti coinvolti

Obesità Redazione DottNet | 04/03/2026 13:40

Nella Giornata Mondiale promossa dalla World Obesity Federation, istituzioni e comunità scientifica rilanciano prevenzione, accesso alle cure e lotta allo stigma. Presentata in Senato la “Carta di Erice 2026”.

1. Il contesto globale: una crisi sanitaria in espansione

Oltre un miliardo di persone nel mondo convive oggi con l’obesità e, secondo le proiezioni, entro il 2035 più della metà della popolazione globale potrebbe essere in sovrappeso o obesa. L’impatto economico stimato supera i 3,23 trilioni di dollari entro il 2030. Solo nel 2025 sono 543 milioni i bambini e adolescenti con eccesso ponderale, mentre ogni anno 1,7 milioni di decessi prematuri per malattie non trasmissibili sono attribuibili a sovrappeso e obesità.

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Numeri che fanno da sfondo alla Giornata Mondiale dell’Obesità del 4 marzo, celebrata in Italia con un evento al Senato su iniziativa della Senatrice Daniela Sbrollini, insieme all’Intergruppo parlamentare dedicato e alla World Obesity Federation.

 2. La fotografia italiana: prevalenze in aumento

Secondo l’Italian Barometer Obesity Report 2025 di IBDO Foundation, basato su dati ISTAT e Istituto Superiore di Sanità, l’11,8% degli adulti italiani vive con obesità (era l’11,4% nel 2022), mentre il 36,1% è in sovrappeso. In età pediatrica, circa il 19% dei bambini di 8-9 anni è in eccesso di peso e il 9,8% presenta obesità, con un gradiente più marcato nel Mezzogiorno e nelle aree socioeconomicamente fragili.

3. Il cambio di paradigma: legge e Piano Nazionale Cronicità

Con l’approvazione della Legge n.149/2024, l’Italia è il primo Paese al mondo ad aver riconosciuto formalmente l’obesità come malattia cronica, includendola nei Livelli Essenziali di Assistenza. Parallelamente, l’inserimento nel Piano Nazionale della Cronicità e l’istituzione di un Fondo dedicato per il triennio 2025-2027 rafforzano l’impianto organizzativo e finanziario.

Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha ribadito l’impegno su prevenzione, presa in carico strutturata e contrasto allo stigma, sottolineando la necessità di garantire equità di accesso su tutto il territorio.

4. La “Carta di Erice 2026”: rete multidisciplinare e lotta alle disuguaglianze

Presentata dalla Società Italiana dell’Obesità con il coinvolgimento di 20 organizzazioni, la Carta di Erice 2026 punta a uniformare la presa in carico, promuovere centri multidisciplinari regionali e assicurare accesso appropriato alle terapie, incluse quelle farmacologiche e chirurgiche.

Il messaggio condiviso da comunità scientifica e associazioni – tra cui Società Italiana di Diabetologia e European Association for the Study of Obesity – è chiaro: l’obesità è una patologia multifattoriale, influenzata da determinanti genetici, ambientali e sociali, e richiede governance sanitaria, integrazione tra discipline e un deciso superamento delle narrazioni colpevolizzanti.

La sfida ora è trasformare il primato normativo italiano in un modello operativo sostenibile, capace di ridurre complicanze, costi e disuguaglianze.

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