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Multi-inquinamento e salute: dal traffico alle microplastiche, il nuovo paradigma del rischio cardiovascolare

Salute

Il rischio cardiovascolare non dipende più solo da colesterolo, fumo o sedentarietà. Oggi la comunità scientifica riconosce un ruolo crescente all’esposizione ambientale multipla. Durante il meeting RESPIRAMI, co-organizzato dalla Fondazione Menarini con la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, è stato illustrato il nuovo consensus paper della cardiologia europea che ridefinisce il concetto di prevenzione.

L’inquinamento atmosferico resta un determinante primario, responsabile da solo di oltre 2 milioni di morti annuali per infarto e ictus e di una riduzione media dell’aspettativa di vita superiore ai due anni. Tuttavia, l’elemento innovativo riguarda l’approccio integrato: il “cocktail ambientale” composto da rumore, luce artificiale, calore estremo e contaminanti chimici può triplicare l’impatto sanitario.

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Il rumore cronico attiva risposte neuro-ormonali persistenti, con aumento di cortisolo e adrenalina, favorendo ipertensione e malattia coronarica. La luce notturna altera i ritmi circadiani, interferisce con il metabolismo glucidico e si associa a maggior rischio di demenza e disturbi dell’umore.

Anche il cambiamento climatico entra formalmente tra i determinanti cardiovascolari: le ondate di calore incidono su frequenza cardiaca, viscosità ematica e rischio trombotico, con effetti amplificati nelle aree urbane caratterizzate da “isole di calore”.

Preoccupano inoltre PFAS e microplastiche, ormai ubiquitari. Le prime, persistenti nei tessuti biologici, sono correlate a maggiore incidenza di coronaropatie; le seconde possono oltrepassare le barriere respiratorie e contribuire a processi infiammatori cronici.

Le soluzioni passano da scelte urbanistiche e politiche ambientali: estensione delle low emission zones, trasporto pubblico elettrificato, riduzione delle emissioni agricole di ammoniaca e incremento del verde urbano. Parallelamente, gli specialisti raccomandano strategie individuali per ridurre l’esposizione quotidiana.

La salute del cuore, conclude il documento, non può più essere separata dalla qualità dell’ambiente.

Salute
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Cardiologia
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