
Nuovi segnali incoraggianti arrivano dalla ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica (SLA), una grave malattia neurodegenerativa che colpisce i motoneuroni e provoca una progressiva perdita delle funzioni muscolari. Uno studio clinico internazionale ha evidenziato risultati positivi per PrimeC, una terapia orale sperimentale che combina due farmaci già noti: l’antinfiammatorio celecoxib e l’antibiotico ciprofloxacina. I dati provengono dallo studio clinico di fase 2b denominato Paradigm, coordinato dal Mass General Brigham Neuroscience Institute di Boston e pubblicato sulla rivista scientifica Jama Neurology. L’obiettivo della ricerca era valutare sicurezza, tollerabilità ed effetti clinici del trattamento nei pazienti affetti da SLA. La nuova combinazione farmacologica è stata progettata per agire su alcuni dei meccanismi biologici ritenuti coinvolti nella progressione della malattia. In particolare, la terapia mira a modulare i processi di neuroinfiammazione, ridurre l’eccessivo accumulo di ferro nelle cellule e intervenire sull’attività alterata di specifiche molecole regolatorie, i microRNA. Alla sperimentazione hanno partecipato 68 pazienti, suddivisi con un rapporto 2:1 tra trattamento attivo e placebo per un periodo iniziale di sei mesi. Successivamente, per altri dodici mesi, tutti i partecipanti hanno ricevuto la terapia sperimentale. I risultati indicano che i pazienti trattati con PrimeC hanno registrato un miglioramento delle capacità funzionali rispetto al gruppo placebo, in particolare nelle funzioni legate alla parola e alla deglutizione.




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.