
Durante la sfida Italia-Irlanda del Nord a Bergamo, una campagna solidale promossa da Fondazione Italiana Diabete e FIGC invita i tifosi a contribuire alla ricerca di nuove terapie.
Sport e salute si incontrano in una nuova iniziativa di sensibilizzazione dedicata al diabete di tipo 1. In occasione della semifinale play-off delle qualificazioni ai Mondiali 2026 tra Italia e Irlanda del Nord, la Federazione Italiana Giuoco Calcio scende in campo accanto alla Fondazione Italiana Diabete per promuovere la campagna “Scendi in campo per la cura del diabete tipo 1”.
Durante la partita, disputata a Bergamo, sarà trasmesso uno spot con due testimonial d’eccezione: Massimo Ambrosini e Leonardo Bonucci. I campioni inviteranno tifosi e appassionati a sostenere la ricerca scientifica attraverso donazioni tramite SMS solidale o piattaforme online. L’iniziativa gode inoltre della visibilità garantita dai canali di RAI dedicati ai progetti di sostenibilità ESG.
Secondo il presidente della Fondazione, Nicola Zeni, la collaborazione con il mondo del calcio rappresenta un’opportunità strategica per ampliare la consapevolezza su una patologia ancora poco conosciuta dal grande pubblico e mobilitare il sostegno alla ricerca.
Il diabete di tipo 1 è infatti una condizione cronica e degenerativa caratterizzata dalla distruzione delle cellule pancreatiche produttrici di insulina. In Italia si stima che circa 250.000 persone convivano con questa malattia, spesso diagnosticata in età pediatrica o adolescenziale. La terapia insulinica consente il controllo dei livelli glicemici ma non rappresenta una soluzione definitiva e non elimina il rischio di complicanze nel lungo periodo.
Da oltre 16 anni la Fondazione sostiene progetti di ricerca internazionali con l’obiettivo di individuare approcci terapeutici innovativi, tra cui le terapie cellulari considerate una delle prospettive più promettenti. Parallelamente, l’ente è impegnato anche sul fronte istituzionale, avendo promosso interventi normativi per l’introduzione di programmi di screening precoce nei bambini.
L’iniziativa lanciata durante il match della Nazionale testimonia così il crescente ruolo dello sport come veicolo di informazione sanitaria e responsabilità sociale, capace di coinvolgere un vasto pubblico nella sfida contro una patologia che richiede ancora importanti progressi scientifici.
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