Canali Minisiti ECM

Aderenza terapeutica e innovazione: il modello Servier per sostenere il futuro del Servizio sanitario

Aziende farmaceutiche Annalucia Migliozzi | 02/04/2026 12:49

Migliorare l’aderenza terapeutica nelle malattie croniche non è solo una questione clinica, ma anche una leva strategica per la sostenibilità del sistema sanitario e per l’accesso all’innovazione. È questo il messaggio emerso durante l’incontro “Dalla Fondazione all’Innovazione: come generare valore per la Sanità Pubblica”, promosso da Servier e ospitato a Roma presso Palazzo Baldassini.

L’evento ha riunito rappresentanti istituzionali, accademici e del settore farmaceutico per discutere le prospettive del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), tra invecchiamento della popolazione, aumento delle cronicità e bisogno crescente di terapie innovative.

Il valore dell’aderenza terapeutica

pubblicità

Al centro del confronto, il ruolo dell’aderenza terapeutica nelle patologie cardiometaboliche. Secondo gli esperti, migliorare la continuità delle cure nei pazienti cronici consente non solo di ottenere migliori esiti clinici, ma anche di generare risparmi da reinvestire in ambiti ad alta complessità, come l’oncologia e le malattie rare.

Un approccio che si basa sull’innovazione incrementale, come la semplificazione degli schemi terapeutici, in grado di facilitare la gestione della terapia da parte dei pazienti. In questo contesto, le combinazioni farmacologiche per ipertensione e dislipidemie rappresentano uno strumento concreto per migliorare il controllo dei fattori di rischio cardiovascolare.

“Favorire l’aderenza significa creare valore sia per i pazienti sia per il sistema sanitario”, ha sottolineato Emilio Gagliardi, Managing Director di Servier Italia & Malta. “Le risorse liberate possono essere destinate allo sviluppo di terapie innovative per patologie ancora prive di soluzioni efficaci”.

Un modello industriale orientato al lungo periodo

Il modello di Servier si distingue per una governance unica: essendo controllato da una fondazione non profit, il gruppo reinveste integralmente gli utili in ricerca e sviluppo, senza rispondere a logiche di breve periodo legate agli azionisti.

Con una presenza in oltre 130 Paesi e un fatturato di 6,9 miliardi di euro, l’azienda sta accelerando la propria evoluzione strategica, puntando a rafforzare il ruolo in oncologia e neurologia, con particolare attenzione ai tumori rari e alle patologie ad alta complessità.

Dall’innovazione incrementale a quella “disruptive”

Accanto al miglioramento delle terapie esistenti, il gruppo investe in innovazione “disruptive”, attraverso un modello di open innovation e collaborazioni con biotech e centri di ricerca internazionali.

L’obiettivo è sviluppare terapie di precisione “first-in-class”, capaci di cambiare radicalmente il trattamento di tumori con poche opzioni terapeutiche, come il colangiocarcinoma o la leucemia mieloide acuta, e in prospettiva anche altre neoplasie rare.

Le sfide del sistema: accesso e sostenibilità

Per rendere effettivo il passaggio dall’innovazione scientifica alla pratica clinica, è però necessario rafforzare l’ecosistema sanitario. Tra le proposte emerse:

  • introdurre indicatori di aderenza terapeutica nei sistemi di monitoraggio nazionale;
  • garantire accesso uniforme ai test genetico-molecolari;
  • sviluppare partnership pubblico-private per la produzione di dati di real world evidence.

Temi che si intrecciano con la necessità di rendere il sistema più competitivo anche a livello internazionale, in un contesto in cui Europa, Stati Uniti e Cina competono per attrarre investimenti nel settore farmaceutico.

Il ruolo dell’Italia e dell’Europa

Nel dibattito è emersa anche la necessità di superare frammentazioni normative e barriere burocratiche che rallentano ricerca e accesso alle cure innovative.

Secondo gli interventi istituzionali, servono politiche coordinate a livello europeo, investimenti in digitalizzazione e una maggiore valorizzazione della ricerca clinica per mantenere competitività e garantire ai cittadini terapie tempestive.

Verso una sanità più sostenibile e innovativa

In uno scenario segnato da cambiamenti demografici e crescente domanda di salute, l’aderenza terapeutica si conferma un elemento chiave per coniugare sostenibilità e innovazione.

Il modello proposto da Servier evidenzia come una gestione più efficace delle patologie croniche possa generare un circolo virtuoso: migliorare gli esiti per i pazienti oggi e, allo stesso tempo, creare le condizioni per sviluppare le cure di domani.

Commenti

I Correlati

Molte persone assumono vitamine, minerali o multivitaminici pensando che possano aiutare a prevenire malattie importanti, come quelle cardiovascolari o alcuni tumori.

Avis richiama l’attenzione sulla filiera del plasma: domanda in crescita e dipendenza dal mercato estero per una quota rilevante di farmaci salvavita.

Ti potrebbero interessare