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Long Covid: Possibile Legame con un Attacco Autoimmune Scatenato dal Sistema Immunitario

Infezioni Respiratorie Vincenza Gargiulo | 03/04/2026 00:39

Un nuovo studio suggerisce che i sintomi persistenti del Long Covid potrebbero derivare da una reazione autoimmune innescata dall’infezione da Sars-CoV-2.

Un recente studio condotto dai ricercatori delle università di Utrecht e Amsterdam ha fatto luce su un possibile meccanismo che potrebbe spiegare i disturbi legati al Long Covid, svelando un collegamento con l’autoimmunità. Pubblicata su Cell Reports Medicine, la ricerca indica che in alcuni pazienti la condizione potrebbe essere conseguenza di un’attivazione anomala del sistema immunitario, che attacca erroneamente il proprio corpo.

Il Long Covid è caratterizzato dalla persistenza di sintomi debilitanti come dolore e stanchezza, che non scompaiono nemmeno dopo la guarigione dall’infezione iniziale.

Tra le ipotesi che cercano di spiegare questo fenomeno, una delle più accreditate riguarda l’autoimmunità, in cui gli anticorpi – o più precisamente gli autoanticorpi – danneggiano i tessuti sani. I ricercatori hanno esaminato 34 pazienti affetti da Long Covid e 15 persone guarite dal Covid senza sviluppare sintomi persistenti, concentrandosi su un gruppo di anticorpi, le immunoglobuline G (IgG), presenti nel loro sangue.

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I risultati dell’esperimento sono sorprendenti: quando queste IgG sono state iniettate in topi, gli animali hanno manifestato un aumento della sensibilità al dolore e alla temperatura, esibendo una reazione più rapida quando esposti a superfici calde rispetto ai topi trattati con anticorpi provenienti da persone senza Long Covid. Questa ipersensibilità potrebbe spiegare uno dei sintomi più comuni del Long Covid, ovvero il dolore cronico.

Ulteriori test hanno confermato che l’effetto persisteva anche nel tempo, quando sono state utilizzate IgG prelevate da 19 pazienti che continuano a soffrire di Long Covid. "Abbiamo trovato evidenza che gli autoanticorpi restano nel corpo dei pazienti anche a distanza di tempo", afferma Charles Nicaise, ricercatore dell’Università di Namur in Belgio, che ha collaborato allo studio.

Questo lavoro aggiunge un importante tassello alla comprensione del Long Covid, suggerendo che il trattamento della malattia potrebbe beneficiare di approcci focalizzati sulla modulazione della risposta immunitaria e sul controllo degli autoanticorpi. La ricerca continua a esplorare come queste scoperte possano aprire la strada a nuove strategie terapeutiche per affrontare le devastanti conseguenze del Long Covid.

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