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Influenza, stagione in linea con gli ultimi anni ma vaccini ancora sotto target

Infezioni Respiratorie Redazione DottNet | 06/03/2026 14:21

La stagione influenzale 2025-2026 si avvia alla conclusione con circa 12,6 milioni di casi. Resta il tema delle coperture vaccinali negli over 65, ben lontane dall’obiettivo minimo del 75% e dal target ottimale del 95%.

La stagione influenzale 2025-2026 si avvia alla conclusione con un bilancio complessivo di circa 12,6 milioni di casi. Secondo l’ultimo bollettino del sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, l’andamento dell’epidemia si colloca sostanzialmente in linea con quello delle due stagioni precedenti.

La curva epidemica è ormai in fase discendente, anche se con una riduzione lenta dei contagi. Nell’ultima settimana monitorata sono stati registrati ancora circa 406mila nuovi casi di infezioni respiratorie acute, solo una parte dei quali attribuibili ai virus influenzali.

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Secondo Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento Malattie infettive dell’Iss, "la stagione di quest’anno si avvia ad essere di intensità paragonabile alle due precedenti, anche se per alcune settimane avremo ancora un numero significativo di casi soprattutto tra i più piccoli".

Un elemento che rende più complessa la lettura dei dati riguarda la modifica nella definizione di caso utilizzata nella sorveglianza epidemiologica. L’inclusione di un numero più ampio di infezioni respiratorie nel conteggio rende infatti meno immediato il confronto diretto con le stagioni precedenti.

La variante H3N2 e l’anticipo del picco

Dal punto di vista virologico, la stagione è stata caratterizzata dalla circolazione della cosiddetta "variante K" del virus A(H3N2). Secondo gli esperti dell’Iss questa variante potrebbe aver contribuito ad anticipare il picco epidemico, come osservato anche in diversi Paesi europei.

Non sono però emersi segnali di una maggiore gravità clinica associata alla nuova variante. I dati provenienti dai flussi ospedalieri non mostrano infatti un aumento significativo dei ricoveri attribuibili specificamente a questo ceppo.

Nel complesso, anche questa stagione sembra confermare il ruolo protettivo della vaccinazione: i casi più gravi e complicati hanno riguardato prevalentemente persone non vaccinate, come indicano anche i primi studi pubblicati sul tema.

Vaccinazioni ancora lontane dagli obiettivi

Se sul piano epidemiologico la stagione appare sostanzialmente stabile, le coperture vaccinali continuano a rappresentare il principale punto critico.

Secondo i dati preliminari del ministero della Salute, la copertura tra gli over 65 si attesta intorno al 50%, un livello sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno ma ancora lontano dagli obiettivi di sanità pubblica. Nella fascia 60-64 anni la copertura scende al 21%, mentre tra i bambini tra 6 mesi e 6 anni si ferma intorno al 20%.

"Queste percentuali, pur evidenziando una buona adesione in alcune categorie, restano significativamente inferiori rispetto al target minimo del 75% e chiaramente lontane dall’obiettivo ottimale del 95%", osserva Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento prevenzione, ricerca ed emergenze sanitarie del ministero della Salute.

Il ruolo della medicina territoriale nella campagna vaccinale

Anche quest’anno la campagna vaccinale si è basata soprattutto sulla rete territoriale. I medici di medicina generale hanno effettuato circa 9 milioni di somministrazioni, confermandosi il principale punto di accesso alla vaccinazione antinfluenzale.

Alle attività dei medici di famiglia si sono affiancate le farmacie, che hanno somministrato circa 870mila dosi, e i pediatri di libera scelta, con quasi 880mila vaccinazioni.

Per la prossima stagione il ministero prevede di rafforzare ulteriormente le strategie di prevenzione, con l’obiettivo di aumentare le coperture soprattutto nelle fasce più fragili. Tra le priorità indicate figurano campagne di sensibilizzazione più mirate, un accesso semplificato alla vaccinazione e il potenziamento delle strategie territoriali regionali.

L’obiettivo dichiarato, conclude Campitiello, è quello di "immaginare un’Italia che non rincorre l’influenza ma la anticipa sempre".

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