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Piano pandemico 2025-2029, via libera della Conferenza Stato-Regioni

Infezioni Respiratorie Redazione politico sanitaria | 30/04/2026 15:23

Il nuovo documento supera il modello influenzale e si estende a tutte le pandemie respiratorie. Stanziate risorse fino a 300 milioni l’anno dal 2027

Via libera della Conferenza Stato-Regioni al nuovo Piano pandemico nazionale 2025-2029. Il documento, approvato con il recepimento delle richieste avanzate dalle Regioni, ridisegna l’impostazione della preparazione alle emergenze sanitarie, introducendo un cambio di prospettiva rispetto al passato.

La novità principale riguarda l’ambito di applicazione: non più un piano centrato esclusivamente sull’influenza, ma uno strumento esteso a tutte le pandemie causate da patogeni a trasmissione respiratoria.

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Dal modello influenzale a un approccio più ampio

Il precedente assetto si basava sul modello del PanFlu 2021-2023, costruito attorno alle pandemie influenzali. Il nuovo Piano amplia invece il raggio d’azione, adottando un’impostazione che tiene conto delle lezioni emerse negli ultimi anni.

Secondo quanto illustrato dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, il documento introduce un approccio "sistemico e omnicomprensivo", che integra prevenzione, sorveglianza epidemiologica, gestione clinica e organizzazione delle filiere di approvvigionamento.

Tempestività e sistemi informativi

Tra i punti qualificanti del nuovo Piano emerge l’attenzione alla capacità decisionale e al funzionamento dei sistemi informativi. L’esperienza recente ha evidenziato l’importanza della rapidità nelle scelte e della circolazione dei dati.

Il Piano recepisce quindi le evoluzioni normative europee e internazionali, con un focus sull’interoperabilità dei sistemi e sulla possibilità di condividere informazioni in tempo reale tra i diversi livelli del sistema sanitario.

Scorte e organizzazione della risposta

Un altro ambito di intervento riguarda la gestione delle scorte strategiche, che viene ridefinita alla luce del nuovo perimetro operativo. Il passaggio a un piano esteso alle pandemie respiratorie comporta una revisione delle modalità di preparazione e risposta, con l’obiettivo di garantire maggiore flessibilità.

Resta il riferimento alle strutture già operative, come la Rete italiana di preparedness pandemica influenzale, la rete Dispatch per la valutazione degli scenari e il gruppo di esperti sui laboratori pubblici, chiamati a individuare precocemente la circolazione di agenti patogeni con potenziale pandemico.

Le risorse

La legge di bilancio 2025 ha previsto uno stanziamento progressivo per l’attuazione del Piano: 50 milioni per il 2025, 150 milioni per il 2026 e 300 milioni annui a partire dal 2027.

Un impegno finanziario che accompagna il tentativo di rendere più strutturata la preparazione alle emergenze sanitarie, superando l’approccio limitato alle sole pandemie influenzali.

Il nuovo Piano segna quindi un’evoluzione nell’impostazione della preparedness nazionale: non più un modello costruito su uno specifico agente patogeno, ma un quadro più ampio, pensato per affrontare scenari diversi, mantenendo come riferimento principale le infezioni a trasmissione respiratoria.

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