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Liste d’attesa, Associazione Coscioni: tempi non rispettati nel 60% dei casi

Sanità pubblica Redazione politico sanitaria | 07/04/2026 16:45

Associazione Luca Coscioni: nel 2025 solo il 40% delle prestazioni nei tempi previsti. Critiche alla piattaforma Agenas.

Nel 2025 solo il 40% delle prestazioni sanitarie è stato erogato entro i tempi massimi previsti dalla legge. È quanto emerge dall’analisi dell’Associazione Luca Coscioni, che denuncia un sistema "bloccato" sul fronte delle liste d’attesa.

Nel dettaglio, tra gennaio e settembre 2025 il rispetto dei tempi è stato del 42% per gli esami diagnostici e del 36% per le visite specialistiche, con violazioni rispettivamente nel 58% e nel 64% dei casi.

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Sistema "bloccato" e accesso non garantito

"Più che un miglioramento, emerge un sistema incapace oggi di garantire tempi di accesso adeguati ai cittadini", afferma l’associazione in occasione della Giornata mondiale della salute.

"In pratica - dichiarano Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, e Marcello Crivellini, docente di Analisi e organizzazione di sistemi sanitari al Politecnico di Milano e consigliere generale dell’associazione – oltre il 60% dei cittadini è condannato a un limbo di attesa senza certezze, con la possibilità di rivolgersi al privato a pagamento o rinunciare alle cure. Non è accettabile".

Critiche alla piattaforma nazionale di Agenas

Nel mirino dell’associazione anche la Piattaforma nazionale delle liste di attesa, gestita da Agenas.

Secondo l’analisi, il sistema presenta dati "limitati, cumulativi e poco significativi", senza possibilità di distinguere tra Regioni, aziende sanitarie o singole strutture.

"Chiediamo al Ministro della Salute e ai Presidenti di Regione di intervenire con misure adeguate, anche di tipo sanzionatorio, e di rendere pubblici i dati mancanti sulla piattaforma", aggiungono Gallo e Crivellini, sottolineando la necessità di maggiore trasparenza per poter individuare soluzioni efficaci nel lungo periodo.

Margini di miglioramento minimi

Dai dati emerge anche una sostanziale stagnazione nella capacità del sistema di rispondere alla domanda. La quota di cittadini che accetta la prima proposta di prenotazione passa dal 34,7% al 34,9% per le visite e scende dal 40,4% al 39,9% per gli esami.

"Con questo ritmo, per le visite servirebbero oltre cento anni per raggiungere lo standard previsto", osservano Gallo e Crivellini.

Strumenti di tutela per i cittadini

Per supportare i cittadini nei casi di ritardo, l’associazione ha attivato un modulo online per richiedere il "percorso di tutela", previsto dalla normativa quando i tempi massimi non vengono rispettati.

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