
I dati sul miglioramento delle liste d'attesa dovrebbero essere interpretati considerando anche il numero delle prescrizioni che non si traducono in prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale. È la riflessione proposta dall'Associazione Luca Coscioni, che richiama un'analisi di Agenas e invita ad approfondire il fenomeno prima di trarre conclusioni definitive sull'andamento dei tempi di attesa.
Il richiamo al documento Agenas
A intervenire è Marcello Crivellini, docente di Analisi e organizzazione dei sistemi sanitari al Politecnico di Milano e consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni.
Secondo Crivellini, "Se vengono misurate solo le prestazioni effettivamente erogate, mentre una quota rilevante delle prescrizioni si perde perché i cittadini rinunciano o ricorrono al privato, gli indicatori sul rispetto dei tempi rischiano di descrivere solo una parte della realtà", afferma.
Il riferimento è al documento pubblicato da Agenas il 29 maggio 2026, nel quale viene confrontato il numero delle ricette emesse, ricavato dai dati della Tessera sanitaria, con quello delle prestazioni registrate dal Servizio sanitario nazionale. Secondo Crivellini, da quel confronto emerge una differenza significativa tra prescrizioni e prestazioni effettivamente erogate.
Le possibili spiegazioni
Il docente sottolinea che il fenomeno richiede un approfondimento e invita a non attribuirgli automaticamente una sola causa. Tra le possibili spiegazioni, osserva,"Una parte dei cittadini potrebbe aver rinunciato alla prestazione a causa dei tempi di attesa, mentre un'altra potrebbe essersi rivolta al privato sostenendo direttamente il costo dell'esame o della visita", evidenzia.
Per questo motivo, aggiunge, i segnali di miglioramento registrati negli indicatori dovrebbero essere accompagnati da un'analisi del destino delle prescrizioni che non trovano corrispondenza nelle prestazioni del Servizio sanitario nazionale.
La richiesta di approfondire gli indicatori
L'Associazione Luca Coscioni sottolinea che comprendere le ragioni di questo scostamento sarebbe utile anche per interpretare correttamente l'efficacia delle politiche di riduzione delle liste d'attesa.
"Nel documento del 29 maggio 2026 Agenas rilevava che, confrontando il numero delle ricette emesse con quello delle prestazioni effettivamente erogate dal Servizio sanitario nazionale, emerge una significativa differenza", ricorda Crivellini, secondo cui questo elemento merita ulteriori approfondimenti prima di considerare esaustiva la lettura degli attuali indicatori.
L'associazione ha inoltre rilanciato il "Numero Bianco", il servizio gratuito di informazione e tutela dedicato ai cittadini che incontrano difficoltà nell'accesso alle prestazioni sanitarie.




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