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Trapianti e immunoterapia, il progetto LIFT guida la ricerca che può cambiare l’oncologia

Oncologia Annalucia Migliozzi | 16/04/2026 13:10

La ricerca italiana sulla transplant oncology compie un passo decisivo. Il progetto LIFT – Liver cancer Immunotherapy Fueled by Transplantation, promosso dall’IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, si è classificato al primo posto tra gli studi “Change promoting” finanziati dal Ministero della Salute, dedicati a innovazioni capaci di trasformare l’approccio alle malattie.

Un nuovo paradigma: trapianto e immunoterapia insieme

Al centro dello studio c’è l’interazione tra due strategie potenzialmente curative:

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  • trapianto di fegato
  • immunoterapia

L’obiettivo è comprendere se la loro combinazione agisca attraverso meccanismi indipendenti o se generi vere e proprie sinergie immunitarie, in grado di attivare risposte ancora sconosciute del sistema immunitario.

Secondo Vincenzo Mazzaferro, responsabile del progetto e pioniere del trapianto di fegato in oncologia, questa linea di ricerca potrebbe aprire scenari del tutto nuovi: comprendere questi meccanismi significherebbe poterli applicare anche ad altri tumori.

Dalla pratica clinica alla ricerca avanzata

Il progetto nasce da una lunga esperienza clinica: già negli anni ’90, proprio grazie ai cosiddetti “Milan Criteria”, sviluppati dallo stesso Mazzaferro, il trapianto di fegato si è affermato come opzione terapeutica efficace per alcuni pazienti oncologici.

Oggi, a distanza di decenni, migliaia di pazienti risultano guariti, ma resta ancora da chiarire a fondo il “perché” biologico di questi risultati.

Tecnologia e collaborazione multidisciplinare

Lo studio, della durata prevista di almeno tre anni, coinvolge anche:

  • il team di immunologi guidato da Licia Rivoltini
  • esperti di biologia computazionale dello Human Technopole, coordinati da Andrea Sottoriva

Grazie all’uso di grandi quantità di dati e strumenti avanzati, inclusa l’intelligenza artificiale, sarà possibile analizzare in modo più preciso e rapido i meccanismi alla base della risposta terapeutica.

Un modello di ricerca traslazionale

Il progetto LIFT rappresenta un esempio di ricerca traslazionale, in cui il dialogo tra laboratorio e pratica clinica è continuo. Non solo “bench to bedside”, ma – come sottolinea Mazzaferro – quasi “bench to real life”: un approccio che guarda anche ai pazienti che, dopo la cura, sono tornati a una vita normale.

Impatto oltre il tumore al fegato

Le conoscenze generate potrebbero avere ricadute ben oltre l’ambito specifico del tumore epatico, offrendo nuove chiavi di lettura per il controllo dei tumori in generale.

Un risultato che conferma il ruolo della ricerca italiana come protagonista nell’innovazione oncologica e nella definizione delle terapie del futuro.

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