
La prevenzione visiva torna al centro della Race for the Cure 2026. Dal 7 al 10 maggio, al Circo Massimo di Roma, Commissione Difesa Vista ETS rinnova per il decimo anno consecutivo la propria partecipazione alla più grande manifestazione italiana dedicata alla lotta contro il tumore al seno, promossa da Susan G. Komen Italia.
Screening gratuiti per diverse fasce d’età
Anche per l’edizione 2026 saranno attivati screening visivi gratuiti rivolti a gruppi considerati particolarmente sensibili:
L’obiettivo è favorire l’individuazione precoce di eventuali disturbi visivi e promuovere il mantenimento della qualità della vita attraverso controlli regolari.
Formazione e coinvolgimento dei giovani
Alle attività parteciperanno medici oculisti, ortottisti e ottici volontari, affiancati dagli studenti del corso di laurea in Ottica e Optometria dell’Università Roma Tre, coinvolti in un’esperienza pratica sul campo.
Un’iniziativa che unisce prevenzione e formazione, offrendo ai futuri professionisti sanitari l’opportunità di contribuire direttamente a un progetto di salute pubblica.
Diffondere la cultura della prevenzione
L’impegno della Commissione si inserisce in una strategia più ampia: sensibilizzare la popolazione sull’importanza dei controlli visivi periodici, fondamentali per individuare anche patologie asintomatiche e intervenire tempestivamente.
“Essere presenti alla Race for the Cure significa entrare in contatto diretto con le persone e promuovere concretamente la prevenzione”, ha dichiarato Vittorio Tabacchi, presidente dell’organizzazione.
Un tour nelle principali città italiane
Dopo Roma, l’iniziativa proseguirà nelle tappe di Bologna (18–20 settembre) e Napoli (9–11 ottobre), portando la prevenzione visiva in diverse città italiane.
Per il 2026, le attività saranno supportate anche da partner tecnologici come ZEISS, Essilor e Frastema Ophthalmics, che metteranno a disposizione strumentazioni avanzate per gli screening.
Un impegno che conferma il ruolo della prevenzione come strumento chiave non solo per la salute individuale, ma anche per una maggiore consapevolezza collettiva.
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