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Emergenza-urgenza, cresce il numero di specializzandi assunti negli ospedali

Secondo Aaroi-Emac nell’ultimo anno è aumentato del 200% il numero di giovani anestesisti e medici dell’emergenza assunti con il decreto Calabria
Anestesia e Rianimazione

Nell’area dell’emergenza-urgenza cresce il numero di medici in formazione assunti negli ospedali attraverso il decreto Calabria, il provvedimento introdotto per fronteggiare la carenza di personale sanitario consentendo agli specializzandi di lavorare già durante il percorso formativo.

Secondo i dati diffusi da AAROI-EMAC, nell’ultimo anno il numero di medici in formazione in Anestesia-Rianimazione e Medicina d’emergenza-urgenza inseriti nelle strutture ospedaliere è cresciuto del 200%.

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Il ruolo del decreto Calabria

Il decreto Calabria, nato inizialmente come misura emergenziale per affrontare le carenze di organico, ha progressivamente modificato il rapporto tra formazione specialistica e attività ospedaliera.

"Negli ultimi anni sono stati messi a bando circa 1.700 posti per le scuole di specializzazione in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore e circa 600 per la Medicina d’emergenza-urgenza", ha dichiarato Alessandro Vergallo, presidente nazionale Aaroi-Emac.

Secondo Vergallo, circa il 70% di questi medici in formazione è stato assunto attraverso gli strumenti previsti dalla normativa.

La carenza di personale resta il punto centrale

La crescita degli inserimenti arriva in uno dei comparti più esposti alla carenza di personale, tra pronto soccorso, terapia intensiva e area critica.

Negli ultimi anni anestesia e medicina d’urgenza hanno registrato difficoltà sia sul piano del reclutamento sia su quello della permanenza dei professionisti nel sistema pubblico, con un aumento del carico di lavoro e crescenti problemi organizzativi.

In questo quadro, l’anticipazione dell’ingresso lavorativo degli specializzandi viene considerata da molte aziende sanitarie uno strumento necessario per mantenere operativi i servizi.

Verso un modello formazione-lavoro più stabile

Secondo Aaroi-Emac, l’esperienza maturata negli ultimi anni dimostrerebbe la necessità di superare un modello di formazione troppo separato dall’attività clinica.

"Finora ci sono state molte difficoltà nell’inserire i giovani colleghi nel mondo del lavoro, perché vengono mantenuti esclusivamente nel percorso formativo fino ai 30 anni e oltre", ha affermato Alessandro Vergallo, presidente Aaroi-Emac.

Da qui la richiesta dell’associazione di rendere strutturale il decreto Calabria e costruire un modello più integrato tra formazione e lavoro.

Il dibattito sulla qualità formativa

Il tema resta comunque oggetto di confronto nel mondo sanitario e universitario.

Se da un lato molte strutture considerano indispensabile il contributo degli specializzandi per sostenere l’attività clinica, dall’altro il dibattito riguarda anche l’equilibrio tra necessità assistenziali, qualità della formazione e tutela dei giovani professionisti.

Il rafforzamento dell’area emergenza-urgenza continua infatti a rappresentare uno dei principali problemi organizzativi del Servizio sanitario nazionale, soprattutto alla luce delle difficoltà di reclutamento e della crescente pressione sui servizi ospedalieri.

Anestesia e Rianimazione
Commenti
GR
Giuseppe Giovanni Ruberto
Scelgono disperatamente di guadagnare qualche soldo, l' alternativa sarebbe fuggire all'estero.
Rispondi
09/05/2026 07:25

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