
Dalla genetica alle terapie mirate, cresce il ruolo dei centri multidisciplinari nella presa in carico delle forme rare
In molti casi si presentano come un segno cutaneo apparentemente innocuo. In altri, invece, diventano condizioni complesse che accompagnano il bambino per tutta la vita, con un impatto profondo non solo clinico ma anche psicologico. Le anomalie vascolari, patologie rare e spesso poco conosciute, rappresentano una sfida ancora aperta per la medicina pediatrica, ma oggi nuovi modelli organizzativi e diagnostici stanno cambiando radicalmente le prospettive di cura.
In occasione della Giornata internazionale dedicata alla sensibilizzazione su queste malattie, l’équipe dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù richiama l’attenzione su un fenomeno che riguarda centinaia di famiglie ogni anno, con bisogni assistenziali complessi e percorsi di cura altamente personalizzati.
Cosa sono le anomalie vascolari e perché possono diventare complesse
Le anomalie vascolari comprendono un gruppo eterogeneo di malattie che coinvolgono i vasi sanguigni e linfatici. Possono essere presenti già alla nascita oppure manifestarsi nei primi anni di vita, con localizzazioni cutanee ma anche profonde, a carico di organi interni e tessuti.
Le forme più lievi possono essere trattate con farmaci o tecniche laser, ma nei casi più complessi si parla di patologie croniche, talvolta invalidanti. Dolore, sanguinamenti e limitazioni funzionali sono tra le complicanze più frequenti, con un impatto significativo sulla qualità della vita dei bambini e delle loro famiglie.
Non esiste, nella maggior parte dei casi, una cura risolutiva definitiva. Per questo la gestione si basa su percorsi individualizzati che combinano più approcci: terapie farmacologiche, radiologia interventistica – come scleroterapia ed embolizzazione – interventi chirurgici e, sempre più spesso, terapie di precisione.
Un approccio integrato che riduce tempi e frammentazione
Nei casi più complicati emerge la necessità di un coordinamento tra specialisti diversi. "Le anomalie vascolari complesse richiedono una gestione altamente specialistica e coordinata perché non parliamo quasi mai di patologie risolvibili e, ancor meno, con un singolo trattamento – spiega May El Hachem, responsabile della Dermatologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù –. Nella maggior parte dei casi si tratta di malattie croniche che necessitano di un percorso multidisciplinare costruito intorno al bambino e insieme alla sua famiglia".
Il modello adottato consente, in un’unica giornata, di integrare visita clinica, esami diagnostici, valutazioni specialistiche e definizione del piano terapeutico. "Prevediamo di integrare valutazione clinica, diagnostica strumentale, genetica e pianificazione terapeutica, evitando ai pazienti il pellegrinaggio tra specialisti diversi", aggiunge la specialista. Un’organizzazione che riduce la frammentazione dell’assistenza e permette un confronto continuo tra professionisti, accompagnando le famiglie lungo percorsi spesso lunghi e complessi.
Il ruolo della genetica e delle terapie mirate
Uno degli elementi più innovativi riguarda la possibilità di effettuare diagnosi genetiche avanzate non solo sul sangue, ma anche su tessuti e saliva. Questo approccio permette di individuare mutazioni che sfuggono ai test standard, aprendo la strada a nuove strategie terapeutiche. In alcuni casi, infatti, è possibile accedere a terapie di precisione (target therapies) in grado di controllare l’evoluzione della malattia, migliorando la gestione clinica e la prognosi. La crescente integrazione tra genetica e clinica rappresenta oggi una delle leve più promettenti per affrontare patologie rare e complesse come queste.
Un centro di riferimento tra assistenza e ricerca
L’esperienza maturata ha portato il centro dedicato ad accumulare la più ampia casistica nazionale, con centinaia di pazienti seguiti ogni anno e numerosi nuovi casi diagnosticati. Il lavoro non si limita all’attività clinica: il team è coinvolto nella definizione di linee guida nazionali e in progetti di ricerca, anche a livello europeo, focalizzati sull’innovazione terapeutica e sul miglioramento della qualità di vita dei pazienti.
Un riconoscimento importante è l’inserimento nella rete europea VASCERN per le anomalie vascolari rare, che conferma il ruolo di riferimento internazionale del centro.
L’impatto sulla vita quotidiana
Al di là degli aspetti clinici, queste patologie hanno spesso conseguenze rilevanti sul piano funzionale, estetico e psicologico. "Si tratta di pazienti fragili, spesso con dolore, danni funzionali e rischio di complicanze improvvise – sottolinea May El Hachem –. L’impatto sulla vita quotidiana dei bambini può essere molto forte. Per questo lavoriamo non solo sul controllo clinico della malattia, ma sulla presa in carico globale della persona, con l’obiettivo di migliorare concretamente prospettive terapeutiche e qualità di vita".
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