Canali Minisiti ECM

Talassemia: terapie avanzate verso la libertà dalle trasfusioni

Ematologia Lucia Oggianu | 07/05/2026 12:06

Al Bambino Gesù il percorso che ha portato allo sviluppo e all’introduzione clinica dell’editing del genoma, oggi disponibile nel Servizio sanitario nazionale

Una malattia genetica complessa, terapie impegnative per tutta la vita e oggi una prospettiva radicalmente diversa: quella di liberarsi dalle trasfusioni. È il cambio di paradigma nella cura della talassemia, al centro della Giornata Mondiale dell’8 maggio.

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù traccia un bilancio che segna un punto di svolta: le terapie avanzate, in particolare quelle basate sull’editing genetico, stanno trasformando il percorso clinico dei pazienti. Secondo i dati disponibili, la quasi totalità dei pazienti trattati riesce a raggiungere l’indipendenza trasfusionale.

pubblicità

"L'editing del genoma delle cellule staminali del paziente basato sulla tecnologia Crispr/Cas9 rappresenta una svolta fondamentale per le persone affette da malattie genetiche del sangue", ha dichiarato Franco Locatelli, responsabile del Centro studi clinici oncoematologici e terapie cellulari del Bambino Gesù. 

Che cos’è la talassemia e quale impatto ha sulla vita quotidiana

Si tratta di una malattia ereditaria legata a mutazioni dei geni dell’emoglobina, la proteina che permette ai globuli rossi di trasportare ossigeno nell’organismo. Nelle forme più gravi, come la beta-talassemia trasfusione-dipendente, la produzione di emoglobina è fortemente compromessa. I pazienti devono quindi sottoporsi a trasfusioni periodiche, mediamente ogni tre settimane, accompagnate da terapie quotidiane per contrastare l’accumulo di ferro, che può causare complicanze a cuore, fegato ed apparato endocrino.

Fino a pochi anni fa, l’unica possibilità curativa era rappresentata dal trapianto di cellule staminali da donatore compatibile, una soluzione limitata da disponibilità, rischi e restrizioni legate all’età.

Terapie geniche e il contributo del Bambino Gesù

Il percorso verso le nuove cure passa attraverso anni di ricerca. L’Ospedale Bambino Gesù ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo delle terapie geniche per la talassemia. Già dal 2018 ha partecipato come unico centro italiano a studi internazionali su una prima forma di terapia genica, detta "additiva", che introduce una copia funzionante del gene difettoso nelle cellule staminali del paziente. I risultati hanno mostrato che circa il 90% dei pazienti trattati ha potuto abbandonare le trasfusioni. Un primo passo verso un cambiamento destinato a consolidarsi con tecnologie ancora più avanzate.

Editing genomico: la "chirurgia molecolare" che riattiva l’emoglobina fetale

Dal 2020, il Bambino Gesù ha contribuito allo sviluppo dell’editing del genoma con tecnologia CRISPR-Cas9, arrivando a trattare il primo paziente italiano con questa strategia. A differenza della terapia genica tradizionale, questo approccio non aggiunge un nuovo gene, ma modifica direttamente il DNA delle cellule staminali del paziente.

L’intervento si concentra sul gene BCL11A, responsabile della soppressione dell’emoglobina fetale dopo la nascita. Bloccando questo meccanismo, si riattiva la produzione di una forma di emoglobina capace di compensare il difetto genetico alla base della malattia. Si tratta di una vera e propria "chirurgia molecolare", mirata e personalizzata.

Verso l’indipendenza dalle trasfusioni

I dati più recenti consolidano l’efficacia di queste terapie. Uno studio internazionale pubblicato nel 2024 ha mostrato che il 98% dei pazienti con talassemia trattati con editing genetico ha raggiunto l’indipendenza dalle trasfusioni. Al contempo, nei pazienti con anemia falciforme, il 100% non ha più presentato crisi vaso-occlusive né ricoveri correlati per almeno un anno.  Risultati che confermano un impatto clinico significativo e aprono la strada a una nuova fase nella gestione delle malattie genetiche del sangue.

Dal laboratorio al Servizio sanitario: una terapia accessibile

Il passaggio decisivo è rappresentato oggi dalla disponibilità concreta di queste cure. La recente rimborsabilità della terapia di editing genetico da parte del Servizio sanitario nazionale segna infatti il passaggio dalla ricerca alla pratica clinica, rendendo accessibile un trattamento che viene somministrato una sola volta. 

"Oggi siamo di fronte a un cambiamento concreto nella vita dei pazienti – sottolinea Franco Locatelli – La disponibilità nel Servizio sanitario nazionale di una terapia innovativa, somministrata una sola volta, consente di trasformare risultati della ricerca in un beneficio reale e duraturo per i malati e per le loro famiglie". Un’evoluzione che segna una nuova prospettiva: dalla gestione cronica della malattia a una possibile trasformazione della storia naturale della talassemia.

Commenti

I Correlati

Screening gratuiti, consulenze e attività per il benessere fino al 10 maggio nel Villaggio dedicato alla salute

La Società italiana d’Igiene chiede un intervento urgente per garantire continuità ai sistemi di monitoraggio epidemiologico, dalle arbovirosi al morbillo

Nei ristoranti arrivano piatti più equilibrati per l’infanzia, con un bollino di qualità per orientare le famiglie verso scelte più consapevoli

Ti potrebbero interessare

Dallo studio di fase 1 segnali incoraggianti anche senza chemioterapia preparatoria

Focus su medicina personalizzata, terapie chemio-free e nuove strategie nei tumori del sangue