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Emofilia: disponibile in Italia concizumab, nuova terapia sottocutanea per pazienti con inibitori

Ematologia Annalucia Migliozzi | 20/04/2026 11:43

Una nuova opzione terapeutica per l’emofilia arriva in Italia, offrendo una prospettiva concreta soprattutto per i pazienti con inibitori, tra le complicanze più difficili da gestire

Si tratta di concizumab, primo trattamento profilattico sottocutaneo giornaliero indicato per persone dai 12 anni in su con emofilia A o B con inibitori, recentemente reso disponibile anche nel nostro Paese.

Una risposta a un bisogno clinico non soddisfatto

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Gli inibitori rappresentano una delle principali criticità nella gestione dell’emofilia: colpiscono circa il 30% dei pazienti con emofilia A grave e il 5–10% di quelli con emofilia B grave. In Italia si stima che siano circa 138 le persone interessate da questa complicanza.

In questi casi, il sistema immunitario neutralizza i fattori della coagulazione somministrati con la terapia sostitutiva, rendendo inefficaci i trattamenti tradizionali e aumentando il rischio di emorragie.

Secondo gli esperti, l’arrivo di concizumab rappresenta una svolta, in particolare per l’emofilia B con inibitori, per la quale finora le opzioni di profilassi erano estremamente limitate.

Come funziona la nuova terapia

Concizumab è un anticorpo monoclonale che agisce bloccando l’inibitore della via del fattore tissutale (TFPI), una proteina che ostacola la coagulazione. In questo modo favorisce la produzione di trombina, permettendo la formazione del coagulo anche in presenza di inibitori.

A differenza delle terapie tradizionali, somministrate per via endovenosa, il farmaco viene iniettato per via sottocutanea una volta al giorno, attraverso una penna preriempita. Questo consente una gestione più semplice della malattia e riduce il carico terapeutico per pazienti e caregiver.

Riduzione delle emorragie e miglior qualità di vita

I dati dello studio clinico di fase 3 “explorer7” evidenziano risultati significativi: la profilassi con concizumab ha ridotto dell’86% gli episodi emorragici rispetto all’assenza di trattamento preventivo.

Per i pazienti, soprattutto bambini e adolescenti, questo si traduce in una maggiore libertà nella vita quotidiana: meno sanguinamenti, minore rischio di danni articolari e possibilità di svolgere attività come sport e scuola con maggiore serenità.

Impatto clinico e sociale

L’emofilia è una malattia rara cronica che compromette la capacità di coagulazione del sangue e può avere conseguenze importanti non solo sul piano fisico, ma anche psicologico e sociale.

Quando si sviluppano gli inibitori, la gestione della patologia diventa ancora più complessa, con un aumento del rischio di sanguinamenti spontanei e complicanze a lungo termine, come disabilità motorie e dolore cronico.

Innovazione e ricerca

La nuova terapia è stata sviluppata da Novo Nordisk, che da anni investe nella ricerca in ambito ematologico. L’approvazione da parte delle autorità regolatorie internazionali, tra cui FDA e EMA, conferma il valore clinico della molecola.

L’introduzione di concizumab segna un passo importante verso una gestione più efficace e sostenibile dell’emofilia con inibitori, con l’obiettivo di migliorare non solo gli esiti clinici, ma anche la qualità della vita dei pazienti.

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