
Il 6 giugno al Piccolo Teatro Grassi studiosi di neuroscienze, immunologia, sociologia e fisica discuteranno il paradigma della complessità e il futuro della medicina centrata sulla persona.
La medicina del futuro non può più limitarsi alla sola dimensione biologica della malattia. Parte da questa visione la quinta edizione del Symposium di Medicina dei Sistemi, in programma il 6 giugno al Piccolo Teatro Grassi, dedicato quest’anno al tema “Medicina e complessità. Dialoghi tra Scienza, Filosofia, Arte e Religione”.
L’iniziativa, promossa dalla International Academy of Physiological Regulating Medicine con il patrocinio dell’Università degli Studi di Milano e della FNOMCeO, punta a costruire un confronto interdisciplinare tra medicina, neuroscienze, scienze umane e arti performative.
Al centro del congresso il paradigma della complessità, interpretato come chiave per comprendere la salute attraverso l’integrazione di aspetti biologici, psicologici, ambientali e relazionali. Una prospettiva che si traduce nella cosiddetta Medicina dei Sistemi, approccio che considera il paziente come un’unità dinamica di corpo, mente e dimensione emotivo-spirituale.
“Viviamo una fase storica in cui la tecnologia evolve più rapidamente della nostra capacità di attribuirle significato”, spiega Marco Del Prete, presidente della PRM Academy. “Per questo è necessario creare spazi di riflessione che aiutino a comprendere come vogliamo abitare il futuro della medicina”.
Il programma scientifico riunirà esperti provenienti da discipline molto diverse. Tra i protagonisti della giornata ci sarà Mauro Ceruti, filosofo della scienza e direttore del Centro di Ricerca sui Sistemi Complessi dell’Università IULM, che approfondirà il tema della complessità come modello epistemologico contemporaneo.
Ampio spazio sarà dedicato anche ai meccanismi dell’invecchiamento e dell’infiammazione cronica con Claudio Franceschi, immunologo noto per gli studi sull’inflammaging, e con Gianni Pes, che analizzerà criticamente il fenomeno delle Blue Zones e della longevità.
Il dialogo tra neuroscienze e spiritualità sarà invece affidato a Angelo Gemignani e a Guidalberto Bormolini, con un confronto dedicato agli stati di coscienza, alla meditazione e ai processi mentali.
Nel pomeriggio il confronto si allargherà alla sociologia, alla fisica e alla neurofisiologia delle emozioni con interventi di Elio Franzini, Massimo Fioranelli e Riccardo Faccini.
A chiudere i lavori sarà Sergio Bernasconi con una relazione dedicata alla Low Dose Medicine come possibile applicazione clinica del paradigma della complessità.
Elemento distintivo dell’edizione 2026 sarà anche la contaminazione con il linguaggio teatrale: attori professionisti interpreteranno testi e letture tra una sessione e l’altra, trasformando il symposium in un’esperienza culturale oltre che scientifica.
Programma completo e link alla registrazione: https://medicinadeisistemi.livebit.it
Evento riservato esclusivamente alla classe medica
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