
Al convegno nazionale di CFU Italia rilanciata la richiesta di inserire la sindrome fibromialgica nei Livelli essenziali di assistenza. In Toscana sarebbero circa 20mila le persone coinvolte.
Il riconoscimento della fibromialgia nei Livelli essenziali di assistenza torna al centro del dibattito istituzionale e sanitario. A rilanciare il tema è stato Eugenio Giani, intervenuto a Firenze durante il convegno nazionale organizzato da CFU Italia, associazione impegnata nella tutela dei pazienti affetti dalla sindrome.
Secondo il presidente della Regione Toscana, l’inserimento della fibromialgia nei Lea rappresenterebbe un passaggio decisivo per consentire alle Regioni di destinare risorse sanitarie specifiche a diagnosi, assistenza e presa in carico dei pazienti. In Toscana, ha ricordato Giani, la patologia interesserebbe circa 20mila persone.
La fibromialgia è una sindrome cronica caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso, stanchezza persistente, disturbi del sonno e difficoltà cognitive. Nonostante l’impatto significativo sulla qualità di vita, il mancato riconoscimento nei Lea continua a rappresentare uno dei principali ostacoli per l’accesso uniforme alle cure sul territorio nazionale.
Durante il convegno, Giani ha espresso apertura verso l’ipotesi di una normativa regionale dedicata, sottolineando però la necessità di individuare un modello sostenibile dal punto di vista economico e organizzativo.
Anche Barbara Suzzi ha ribadito l’urgenza di un riconoscimento ufficiale della patologia. L’associazione, ha spiegato, è impegnata da anni in attività di sensibilizzazione istituzionale e ha contribuito alla presentazione di una proposta di legge sostenuta trasversalmente da diversi gruppi parlamentari.
Parallelamente, sarebbe già stato depositato anche un testo regionale destinato al Consiglio della Toscana, con l’obiettivo di costruire percorsi di tutela e assistenza specifici per le persone affette da fibromialgia.
Al dibattito hanno partecipato anche rappresentanti delle istituzioni locali. Nicola Paulesu ha confermato l’impegno del Comune nel mantenere alta l’attenzione sulla sindrome, mentre Lorenzo Masi ha richiamato l’importanza delle iniziative pubbliche di sensibilizzazione.
Tra queste rientra anche l’installazione della cosiddetta “panchina viola”, simbolo delle campagne dedicate alla fibromialgia e alla visibilità dei pazienti che convivono con una condizione spesso ancora poco riconosciuta sia sul piano clinico sia sociale.
Negli ultimi anni il tema del riconoscimento istituzionale della fibromialgia è diventato sempre più centrale nel confronto tra associazioni pazienti, comunità medica e decisori pubblici, soprattutto per la necessità di garantire diagnosi più tempestive, percorsi terapeutici multidisciplinari e maggiore uniformità assistenziale a livello nazionale.
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