
Indagine AstraRicerche per Fondazione Umberto Veronesi ETS: sei fumatori su dieci vogliono smettere, ma molti non credono di riuscirci. Cresce l’uso combinato di sigarette tradizionali e nuovi dispositivi
Il fumo cambia forma, ma la dipendenza da nicotina continua a rappresentare una delle principali emergenze di salute pubblica. Accanto alle sigarette tradizionali crescono infatti sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato, spesso percepiti come meno dannosi e più facili da abbandonare, soprattutto tra i più giovani.
È quanto emerso nel corso dell’incontro “Strumenti e misure politiche contro il tabagismo, dalla prevenzione alla smoking cessation: ricerca, clinica e istituzioni a confronto”, promosso su iniziativa della Vicepresidente del Senato Licia Ronzulli e organizzato con Fondazione Umberto Veronesi ETS in occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco.
Sei fumatori su dieci vogliono smettere
Durante l’evento è stata presentata una nuova indagine realizzata da AstraRicerche per Fondazione Umberto Veronesi ETS, che fotografa le difficoltà dei fumatori italiani nel percorso di cessazione.
Secondo lo studio:
Tra le motivazioni principali che spingono a provare a smettere emergono il costo economico del tabagismo, la malattia o la morte di persone conosciute e la perdita del piacere legato al fumo.
Ancora poco conosciuti i Centri Antifumo
L’indagine evidenzia anche una scarsa conoscenza dei Centri Antifumo e dei servizi disponibili per la disassuefazione, nonostante molti fumatori dichiarino di sentirsi soli e privi di strumenti adeguati.
“Dobbiamo potenziare i Centri Antifumo, diffonderli su tutto il territorio nazionale e renderli accessibili e integrati con medici di famiglia, farmacisti e Case della Comunità”, ha dichiarato Licia Ronzulli. “Servono reti operative, standard di qualità e una comunicazione che faccia conoscere questi servizi come luoghi accoglienti e non stigmatizzanti”.
La dipendenza da nicotina evolve
Secondo Giulia Veronesi, membro del Comitato di Lotta al Fumo di Fondazione Veronesi, oggi la dipendenza assume forme sempre più complesse.
“Molti fumatori alternano prodotti diversi e percepiscono i nuovi dispositivi come meno pericolosi. Il dato più importante è che esiste una forte richiesta di aiuto da parte di chi vorrebbe smettere ma necessita di servizi e sostegno adeguati”, ha spiegato.
Veronesi sottolinea inoltre l’importanza della leva economica: il costo dei prodotti del tabacco rappresenta per molti fumatori un elemento decisivo nella scelta di interrompere il consumo.
Verso una rete più integrata di supporto
Per migliorare i percorsi di cessazione dal fumo, il CERGAS della SDA Bocconi sta portando avanti una ricerca triennale finanziata da Fondazione Umberto Veronesi ETS dedicata ai Centri Antifumo italiani.
I risultati preliminari indicano la necessità di:
La campagna “5 euro contro il fumo”
Fondazione Veronesi è inoltre tra i promotori della campagna “5eurocontroilfumo”, insieme ad AIOM, Fondazione AIOM e Fondazione AIRC, con l’obiettivo di raccogliere 50mila firme per portare in Parlamento una proposta di legge sull’aumento del prezzo dei prodotti a base di tabacco e nicotina.
“L’incremento del costo dei prodotti del tabacco ha dimostrato in molti Paesi di ridurre significativamente il numero di consumatori, soprattutto tra i più giovani”, ha dichiarato Francesco Perrone. “Anche in Italia questa misura può rappresentare uno strumento importante nella lotta al fumo”.
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