
Lo studio GRACE della SIGOT mostra come la valutazione precoce della fragilità possa ridurre mortalità, degenze prolungate e ricoveri in strutture assistenziali. Dal 20 al 22 maggio a Roma il 40° Congresso Nazionale SIGOT dedicato ai nuovi modelli di presa in carico degli over 65
Per molti anziani fragili il ricovero ospedaliero può trasformarsi in un punto di non ritorno, segnando la perdita dell’autonomia e il passaggio definitivo verso strutture assistenziali. È quanto emerge dallo studio GRACE, promosso dalla Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (SIGOT), che evidenzia come la fragilità geriatrica, se identificata precocemente, possa diventare un indicatore decisivo per prevenire esiti clinici gravi e programmare percorsi di cura più appropriati.
I dati saranno al centro del 40° Congresso Nazionale SIGOT, in programma a Roma dal 20 al 22 maggio 2026.
Studio GRACE: mortalità e perdita di autonomia aumentano nei pazienti più fragili
Lo studio ha analizzato 893 pazienti over 65 ricoverati presso l’Unità di Geriatria per acuti dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni-Addolorata di Roma, confrontando strumenti di screening rapido e valutazione multidimensionale per prevedere mortalità intraospedaliera, durata della degenza e dimissioni non a domicilio.
I risultati mostrano differenze molto marcate tra pazienti a basso e alto rischio:
Secondo i geriatri, riconoscere precocemente la fragilità consente di pianificare meglio assistenza, dimissioni protette e continuità delle cure.
“L’anziano fragile non può essere valutato solo attraverso la patologia acuta che lo porta in ospedale – spiega Lorenzo Palleschi –. Occorre considerare stato funzionale, comorbidità, nutrizione, capacità cognitive, condizioni sociali e rischio di perdita dell’autonomia. La valutazione multidimensionale deve diventare parte integrante della presa in carico ospedaliera e territoriale”.
Il modello toscano: cure integrate tra ospedale e domicilio
Uno dei modelli presentati al Congresso arriva dalla Toscana, dove la presa in carico dell’anziano fragile punta a superare la tradizionale separazione tra ospedale e territorio.
“Nel paziente anziano complesso non possiamo più ragionare per compartimenti separati”, sottolinea Enrico Benvenuti. “L’obiettivo è individuare il livello di cura meno traumatico e più appropriato, evitando che il ricovero diventi l’inizio di una perdita stabile di autonomia”.
Tra gli strumenti adottati figura il GIROT, Gruppo Intervento Rapido Ospedale Territorio, che porta direttamente al domicilio competenze e tecnologie ospedaliere come ecografie, radiologia portatile, emogasanalisi ed elettrocardiogrammi.
Il modello integra inoltre Case della Comunità, équipe multidisciplinari, medicina generale e programmi di prevenzione dedicati alle persone a rischio di fragilità, decadimento cognitivo e perdita funzionale.
In Ogliastra la sanità arriva a casa del paziente
Tra le esperienze più innovative anche quella della ASL Ogliastra, in Sardegna, dove il territorio particolarmente disperso ha spinto allo sviluppo di una rete basata su assistenza domiciliare, telemedicina e Case della Comunità.
“In Ogliastra il 19% degli ultra65enni è già preso in carico a domicilio, un dato superiore agli obiettivi del PNRR”, evidenzia Andrea Fabbo.
Tra i progetti più avanzati figura il telemonitoraggio della BPCO tramite intelligenza artificiale e pulsossimetri bluetooth collegati ai medici, con l’obiettivo di intercettare precocemente peggioramenti clinici evitando ricoveri.
“La prossimità non significa solo curare – aggiunge Fabbo – ma prevenire il bisogno prima che diventi emergenza”.
A Roma il 40° Congresso Nazionale SIGOT
Il Congresso SIGOT ospiterà anche il 19° Congresso Nazionale di Cardiogeriatria e riunirà specialisti, istituzioni e professionisti sanitari per discutere le principali sfide dell’invecchiamento della popolazione.
Tra i temi affrontati: fragilità, demenze, insufficienza respiratoria, cure palliative, telemedicina, intelligenza artificiale nelle RSA, vaccinazioni dell’anziano fragile, sarcopenia, depressione e nuovi modelli di welfare.
Nella giornata inaugurale è prevista inoltre una tavola rotonda dedicata all’attuazione del DM77 e alla riorganizzazione dell’assistenza territoriale, con il coinvolgimento di clinici, istituzioni e aziende sanitarie.
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