
Primo monitoraggio Ue su ACT EU: aumentano gli studi clinici multinazionali e migliorano i tempi di reclutamento dei pazienti.
L’Unione europea prova ad accelerare la corsa globale della ricerca clinica. E i primi segnali sembrano andare nella direzione auspicata da Bruxelles, EMA e autorità regolatorie nazionali.
Secondo il primo rapporto di monitoraggio elaborato dalla Commissione europea, dalla rete dei responsabili delle agenzie per i medicinali europee (HMA) e dall’European Medicines Agency, nel primo trimestre del 2026 sono stati autorizzati 19 studi clinici multinazionali in più rispetto alla media storica. Un dato che, secondo le istituzioni europee, avvicina l’UE all’obiettivo fissato per il 2030: attrarre almeno 500 sperimentazioni cliniche multinazionali aggiuntive.
La competizione globale sulla ricerca clinica
Il rapporto si inserisce all’interno della strategia ACT EU, il programma europeo pensato per rendere il continente più attrattivo per la ricerca clinica internazionale e ridurre il divario competitivo rispetto a Stati Uniti e Cina.
Negli ultimi anni, infatti, il peso europeo nella sperimentazione clinica globale si è progressivamente ridotto, mentre Stati Uniti e soprattutto Cina hanno aumentato rapidamente la propria capacità di attrarre investimenti, studi multicentrici e sviluppo farmaceutico avanzato. La partita non riguarda soltanto industria e innovazione, ma anche accesso dei pazienti alle terapie sperimentali e capacità dei sistemi sanitari di partecipare alla ricerca internazionale.
Migliorano i tempi di reclutamento
Uno degli indicatori monitorati riguarda la rapidità con cui gli studi clinici riescono a reclutare partecipanti. Secondo il report, attualmente il 40,5% delle sperimentazioni cliniche europee arruola pazienti entro 200 giorni dalla presentazione della domanda. L’obiettivo fissato dall’UE è arrivare al 66% entro il 2030.
"I dati preliminari raccolti dopo marzo 2026 indicano un continuo aumento positivo degli indicatori chiave, suggerendo ulteriori progressi verso gli obiettivi dell'UE", spiegano Commissione europea, HMA ed EMA. Le istituzioni europee sottolineano inoltre che il prossimo rapporto trimestrale offrirà dati più dettagliati sull’evoluzione delle tendenze.
Il collegamento con il Biotech Act europeo
Gli obiettivi sulle sperimentazioni cliniche si inseriscono anche nel più ampio progetto europeo legato al futuro EU Biotech Act, la proposta normativa con cui Bruxelles punta a rafforzare competitività, innovazione e capacità industriale nel settore biotech. Tra i principali obiettivi del pacchetto figura proprio l’accelerazione dei processi autorizzativi per gli studi clinici nei diversi Paesi membri.
A questo si aggiungono iniziative parallele come FAST-EU (Facilitating and Accelerating Strategic Clinical Trials), progetto pilota guidato da HMA che punta a sperimentare tempi di valutazione più rapidi per gli studi multinazionali all’interno dell’attuale quadro normativo europeo.
"Più trasparenza e responsabilità"
Commissione Ue, HMA ed EMA sottolineano che la pubblicazione degli indicatori rappresenta anche "un passo importante verso una maggiore trasparenza e responsabilità nel panorama delle sperimentazioni cliniche nell’UE". Secondo le istituzioni europee, il monitoraggio continuo dei dati risponde infatti alle richieste di maggiore chiarezza avanzate dagli stakeholder del settore rispetto alle performance del sistema europeo della ricerca clinica.
I progressi verso gli obiettivi del 2030 verranno ora valutati annualmente nell’ambito della governance ACT EU sulla base dei rapporti trimestrali. L’obiettivo politico-industriale resta chiaro: rendere l’Unione europea un ambiente più competitivo per la ricerca clinica internazionale, in una fase in cui attrarre sperimentazioni significa attrarre investimenti, competenze, innovazione e accesso precoce alle nuove terapie.
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