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Allergie infantili ad alto rischio: una formula parzialmente idrolizzata si associa ad una minore incidenza di dermatite atopica

Prevenzione delle manifestazioni atopiche nel lattante a rischio
Allergologia

Nei lattanti con elevata predisposizione familiare alle allergie, l'utilizzo di una specifica formula parzialmente idrolizzata a base di sieroproteine nei primi sei mesi di vita si associa a una riduzione significativa dell'incidenza di dermatite atopica e allergie alimentari fino all'età di cinque anni. È quanto documenta il follow-up a lungo termine dello studio multicentrico Allergy Reduction Trial (A.R.T.), randomizzato, controllato e condotto in doppio cieco.

Lo studio aveva già mostrato, nella fase iniziale, una riduzione dell'incidenza di dermatite atopica rispetto a una formula convenzionale a base di proteine del latte vaccino integre. L'analisi di follow-up ha coinvolto 455 degli 551 bambini originariamente arruolati, pari all'83% della coorte, distribuiti in tre gruppi: formula parzialmente idrolizzata (pHF), formula standard e allattamento esclusivo al seno.

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I dati cumulativi dalla nascita ai cinque anni mostrano che i bambini alimentati con la pHF hanno sviluppato manifestazioni allergiche complessive in misura significativamente inferiore rispetto al gruppo con formula standard: 32,7% contro 51,7%. La riduzione ha riguardato in modo specifico due condizioni principali: la dermatite atopica, rilevata nel 22,1% del gruppo pHF rispetto al 38,5% dei controlli, e le allergie alimentari, osservate rispettivamente nel 10,5% e nel 20,4% dei partecipanti. L'effetto protettivo è risultato particolarmente pronunciato nella finestra tra il primo e il quinto anno: in questo intervallo, la formula parzialmente idrolizzata è stata associata a una riduzione dell'87% del rischio di sviluppare allergie alimentari rispetto alla formula convenzionale.

Un aspetto di rilievo pratico sottolineato dagli autori riguarda la non equivalenza biologica tra le diverse formule parzialmente idrolizzate disponibili in commercio. Il processo produttivo determina la composizione peptidica e la distribuzione degli epitopi, elementi considerati cruciali per l'attività immunomodulante e per il potenziale preventivo nei confronti delle patologie atopiche. I risultati dello studio A.R.T. non sono pertanto generalizzabili all'intera categoria di prodotti, ma si riferiscono alla specifica formulazione impiegata nel trial.

Il contesto regolatorio e scientifico in cui si inseriscono questi dati è in evoluzione. Le raccomandazioni internazionali sull'utilizzo delle pHF a scopo preventivo erano state riviste negli anni recenti alla luce di evidenze valutate come eterogenee sul piano metodologico. I risultati dell'A.R.T. contribuiscono ad arricchire il corpus di dati disponibili, indicando che determinate formulazioni possano offrire un beneficio clinicamente rilevante nei lattanti con familiarità allergica nei quali l'allattamento al seno esclusivo non è praticabile.

Gli autori riconoscono tuttavia la necessità di studi prospettici su popolazioni più ampie e con follow-up prolungati, indispensabili per confermare l'efficacia nel contrasto alla cosiddetta marcia atopica e per definire con maggiore precisione il posizionamento clinico delle singole formulazioni nella pratica pediatrica quotidiana.

Allergologia
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