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Ondate di calore, torna il piano nazionale di prevenzione: monitorate 27 città italiane

Sanità pubblica Redazione politico sanitaria | 26/05/2026 16:54

Attivo il sistema di sorveglianza del Ministero della Salute. Il caldo estremo viene ormai trattato come un tema strutturale di sanità pubblica.

Con l’avvicinarsi dell’estate torna operativo il Piano nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute coordinato dal Ministero della Salute. I bollettini sulle ondate di calore saranno pubblicati quotidianamente dal lunedì al venerdì fino al 20 settembre e interesseranno 27 città italiane.

Il punto più interessante è senz’altro rappresentato dal fatto che le ondate di calore vengono ormai affrontate sempre meno come semplice fenomeno meteorologico e sempre più come fattore strutturale di pressione sanitaria, soprattutto in un Paese caratterizzato da forte invecchiamento della popolazione e alta prevalenza di cronicità.

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Il sistema di monitoraggio, infatti, non si limita a segnalare le temperature elevate, ma prova a prevederne l’impatto sanitario sulle fasce più fragili della popolazione: anziani, pazienti cronici, bambini e donne in gravidanza.

Dal bollettino meteo alla sorveglianza sanitaria

I bollettini vengono elaborati dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio nell’ambito del piano operativo nazionale coordinato dal Ministero della Salute. Per ogni città vengono indicati quattro livelli di rischio progressivo, che vanno dall’assenza di criticità fino alle condizioni di rischio elevato persistente per più giorni consecutivi.

Il sistema riguarda Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. L’obiettivo non è soltanto informativo. Il piano serve soprattutto a consentire l’attivazione preventiva degli interventi sociosanitari territoriali nelle situazioni considerate più critiche.

Il caldo come fattore di pressione sul SSN

Negli ultimi anni il tema del caldo estremo è progressivamente entrato nella programmazione sanitaria ordinaria. Le ondate di calore producono infatti effetti concreti sul sistema sanitario, con aumento degli accessi ai pronto soccorso, aggravamento di patologie cardiovascolari e respiratorie, disidratazione, scompensi metabolici e incremento della mortalità nelle fasce più fragili. Per questo al sistema di allerta si affianca il Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera e il monitoraggio degli accessi ai pronto soccorso in decine di città italiane.

Il Ministero della Salute considera ormai questi strumenti parte integrante delle attività di preparedness sanitaria rispetto agli eventi climatici estremi.

Una popolazione sempre più vulnerabile

La crescente attenzione sanitaria verso il caldo estremo riflette anche il cambiamento demografico italiano. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle condizioni croniche e la presenza di persone fragili che vivono sole rendono infatti le ondate di calore un problema sempre più rilevante sul piano assistenziale e organizzativo.

In questo contesto il ruolo della medicina territoriale, dei servizi sociali e delle strutture sociosanitarie diventa centrale per identificare precocemente le situazioni a rischio e limitare le conseguenze cliniche più gravi. Il tema si inserisce inoltre nel dibattito più ampio sull’impatto sanitario dei cambiamenti climatici, ormai stabilmente entrato anche nella programmazione nazionale della prevenzione.

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