
L'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) ha pubblicato le Linee di indirizzo tecniche dedicate alle équipe multiprofessionali e multidisciplinari nelle Case di Comunità, definendo la composizione della squadra di base e le modalità di collaborazione tra le diverse figure coinvolte nell'assistenza territoriale. Il documento individua un modello organizzativo fondato sull'integrazione delle competenze per rispondere ai bisogni di salute delle persone e delle comunità.
La squadra di base delle Case di Comunità
Secondo le Linee di indirizzo, il nucleo di base delle équipe sarà composto dal medico di assistenza primaria, come il medico di medicina generale, o dal pediatra di libera scelta, dall'infermiere, dall'assistente sociale e da una figura di supporto amministrativo. A questo gruppo si affiancheranno, in funzione delle necessità assistenziali del singolo paziente, ulteriori professionisti secondo un modello definito "a geometria variabile".
Il documento è il risultato del lavoro di un gruppo di esperti ed è stato successivamente sottoposto a consultazione pubblica.
Un modello di lavoro multidisciplinare
Le Linee di indirizzo individuano nella multidisciplinarietà la modalità organizzativa di riferimento per il funzionamento delle Case di Comunità, considerandola un elemento strutturale per affrontare la complessità dei bisogni sanitari e sociali.
"L'obiettivo è superare un'organizzazione in cui i professionisti operano uno dopo l'altro, favorendo invece un lavoro in parallelo e integrato", spiega Agenas nel documento, che descrive anche i ruoli di coordinamento e il funzionamento delle diverse équipe specialistiche, tra cui quelle dedicate alla salute mentale e alle cure palliative.
Il ruolo del Terzo settore
Le Linee di indirizzo riconoscono inoltre un ruolo al Terzo settore, includendo tra gli attori della rete territoriale realtà come parrocchie, centri di aggregazione e società sportive. A queste organizzazioni viene attribuita la funzione di "sentinelle sociali", con il compito di intercettare precocemente situazioni di fragilità, come povertà alimentare, problemi abitativi o dipendenze, e di segnalarle ai servizi competenti per favorire l'attivazione degli interventi necessari.
"Le Linee di indirizzo rappresentano un tassello di una strategia più ampia con cui Agenas accompagna le Regioni nella trasformazione del Servizio sanitario nazionale", afferma il direttore generale di Agenas, Angelo Tanese.




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