
Il tema è stato al centro del 46° Congresso Nazionale della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), in corso a Bergamo, dove gli esperti hanno ribadito la necessità di integrare in modo strutturato il supporto nutrizionale e l’attività fisica nella gestione del tumore del seno.
Il carcinoma mammario resta la neoplasia più frequente nella popolazione femminile. Secondo le stime GLOBOCAN 2022, nel mondo sono stati registrati 2,3 milioni di nuovi casi, pari al 24% di tutte le diagnosi oncologiche nelle donne. In Italia, i dati AIOM 2025 indicano oltre 50.000 nuove diagnosi ogni anno, con una sopravvivenza a cinque anni pari all’88% e circa 925.000 donne che convivono dopo la malattia.
Se in molte patologie oncologiche il problema principale è la malnutrizione per difetto, nel tumore del seno emerge sempre più spesso una condizione opposta: eccesso di peso, obesità sarcopenica e alterazioni della composizione corporea. Trattamenti sistemici, terapie ormonali e menopausa indotta possono infatti favorire l’accumulo di grasso viscerale e la perdita di massa muscolare, aumentando il rischio cardiometabolico.
"Le evidenze più recenti mostrano che l’eccesso di adiposità dopo la diagnosi è associato a un incremento del rischio di mortalità", sottolinea Alessio Filippone, vicecoordinatore del gruppo di lavoro SINU "Nutrizione in Oncologia". Particolarmente rilevante sarebbe il grasso addominale, correlato a meccanismi metabolici che possono influenzare la progressione tumorale.
Per questo, secondo le principali linee guida nazionali e internazionali, lo screening nutrizionale precoce rappresenta un elemento fondamentale già al momento della diagnosi. L’obiettivo è intervenire prima che il deterioramento metabolico e funzionale diventi irreversibile.
Tra le indicazioni nutrizionali, gli esperti raccomandano un adeguato apporto proteico per preservare la massa muscolare e un controllo dell’assetto glicemico, limitando zuccheri semplici e bevande alcoliche. Un ruolo centrale viene attribuito alla Dieta Mediterranea, associata ad una riduzione della mortalità generale e delle recidive, oltre a benefici cardiovascolari particolarmente rilevanti nelle donne sopravvissute al tumore del seno.
Accanto all’alimentazione, anche l’attività fisica rappresenta un pilastro della presa in carico. L’esercizio regolare può ridurre il rischio di mortalità e recidiva, oltre a migliorare fatigue, ansia, depressione e qualità della vita. Nonostante questo, in Italia la sedentarietà femminile resta elevata, soprattutto nella fascia tra 50 e 69 anni.
Secondo SINU, permane inoltre una forte disomogeneità organizzativa: solo circa la metà dei centri oncologici italiani dispone oggi di percorsi nutrizionali strutturati. Da qui la necessità di sviluppare indicazioni condivise e personalizzate, capaci di integrare terapia oncologica, alimentazione e stile di vita in un approccio realmente multidisciplinare.




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