
Una revisione bibliometrica su oltre 3.100 pubblicazioni internazionali fotografa l’evoluzione degli studi sull’asma associata all’obesità: dai fattori epidemiologici ai meccanismi immuno-metabolici, fino al ruolo emergente della chirurgia bariatrica
L’asma e l’obesità rappresentano oggi una combinazione clinica sempre più frequente e complessa, con implicazioni rilevanti sia sul piano terapeutico sia sulla qualità di vita dei pazienti. La malattia respiratoria cronica, caratterizzata da infiammazione delle vie aeree e ostruzione variabile del flusso respiratorio, interessa circa 358 milioni di persone nel mondo. In questo scenario, l’eccesso ponderale si conferma uno dei principali elementi in grado di modificare il decorso dell’asma.
L’associazione tra le due condizioni non dipende esclusivamente dall’aumento del carico meccanico esercitato dal tessuto adiposo sul sistema respiratorio. L’obesità contribuisce infatti a mantenere uno stato infiammatorio sistemico persistente, influenzando la risposta immunitaria e aggravando l’iperreattività bronchiale. Diversi studi hanno evidenziato che i pazienti asmatici con BMI (Body Mass Index) superiore a 30 presentano una funzionalità polmonare più compromessa, episodi respiratori più frequenti e una minore efficacia della terapia corticosteroidea rispetto ai soggetti normopeso.
L’evoluzione delle conoscenze scientifiche in questo ambito è stata ricostruita attraverso un’analisi bibliometrica condotta su oltre 3.100 articoli indicizzati nella banca dati Web of Science Core Collection tra il 2004 e il 2023. I risultati mostrano una crescita costante delle pubblicazioni, con un’accelerazione significativa a partire dal 2014, segnale di un crescente interesse internazionale verso il fenotipo “asma-obesità”.
Tra i nuovi filoni di maggiore interesse emergono il microbiota intestinale, l’asma severa e la chirurgia bariatrica. In particolare, il ruolo dell’asse intestino-polmone sta attirando crescente attenzione: secondo le ipotesi più accreditate, le alterazioni della flora batterica intestinale potrebbero modulare i processi infiammatori delle vie aeree, aprendo prospettive future per interventi nutrizionali mirati e strategie probiotiche. Per gli specialisti, questi dati confermano la necessità di una gestione multidisciplinare del paziente asmatico obeso, integrando competenze pneumologiche, metaboliche e nutrizionali. La riduzione del peso corporeo, ottenuta attraverso modifiche dello stile di vita o mediante chirurgia bariatrica, non rappresenta soltanto un obiettivo metabolico, ma una leva terapeutica concreta per migliorare il controllo dell’asma e ridurre la sintomatologia respiratoria.
Secondo le evidenze emergenti, il futuro della ricerca sarà sempre più orientato verso approcci di medicina personalizzata, basati sull’identificazione di specifici fenotipi attraverso strumenti di immunologia molecolare e genetica.
Bibliografia
Lang L, Ma M, Zhao H, Zhang J, Liu S, Liu H. Global research trends in obesity-related asthma (2004-2023): a bibliometric analysis. Front Nutr. 2025 Apr 3;12:1528366. doi: 10.3389/fnut.2025.1528366. PMID: 40248034; PMCID: PMC12003137.
In occasione della 25ª Giornata Nazionale del Sollievo, Fofi richiama il ruolo delle cure palliative, dell’assistenza domiciliare e della farmacia territoriale nella presa in carico delle fragilità.
Nuovi investimenti per ampliare produzione GMP, ricerca clinica e sviluppo di terapie cellulari e geniche. Il polo monzese punta a diventare riferimento europeo nella medicina avanzata
Accordi con Curevo, LimmaTech Biologics e Vaccine Company per ampliare la pipeline contro infezioni virali e batteriche associate a complicanze neurologiche, oncologiche e resistenza antimicrobica
L’ansia fisiologica è una risposta proporzionata a una minaccia reale o percepita, caratterizzata da attivazione neurovegetativa e aumento dello stato di vigilanza.
Obesità riconosciuta come patologia cronica complessa: al centro del dibattito scientifico nuovi approcci integrati tra nutrizione, terapie e presa in carico multidisciplinare.
La puntura da sola non basta: alimentazione, movimento e supporto psicologico per risultati che durano nel tempo
Una ricerca pubblicata su The Lancet mostra che l’eccesso di peso in giovane età lascia un segno profondo sul metabolismo e aumenta il rischio di morte prematura. Ma intervenire prima cambia le carte in tavola
Commenti