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Giornata del Sollievo, Fofi: “Le cure palliative sono una cultura della prossimità”

Farmacia Redazione politico sanitaria | 28/05/2026 17:17

In occasione della 25ª Giornata Nazionale del Sollievo, Fofi richiama il ruolo delle cure palliative, dell’assistenza domiciliare e della farmacia territoriale nella presa in carico delle fragilità.

Le cure palliative non riguardano più soltanto la fase terminale della vita, ma una più ampia idea di presa in carico della fragilità, della sofferenza cronica e dell’accompagnamento delle persone malate e delle loro famiglie. È questo il messaggio rilanciato da Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani in occasione della 25ª Giornata Nazionale del Sollievo, che si celebra il 31 maggio e al centro di un nuovo appuntamento di "Fofi Week", dedicato ai temi delle cure palliative, della terapia del dolore e dell’assistenza territoriale.

Nel videomessaggio introduttivo, il presidente FOFI Andrea Mandelli definisce la ricorrenza "un appuntamento ormai entrato nella tradizione degli eventi importanti che riguardano il mondo della salute del Paese". Per Mandelli il punto centrale è la necessità di costruire una cultura del sollievo che non si limiti a singole iniziative simboliche.

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"Anche quest’anno la Federazione vuole promuovere questa giornata nel senso di cercare sempre di più di espandere una cultura del sollievo, una cultura della terapia palliativa, una cultura di portare un supporto a chi ne ha bisogno", afferma il presidente FOFI. E aggiunge: "Tutti i giorni sono i giorni in cui dobbiamo dedicare attenzione alla crescita di questa sensibilità su un tema così delicato".

Il sollievo come presa in carico globale

Il tema della Giornata del Sollievo si è progressivamente allargato negli anni, passando dalla sola dimensione del fine vita a una riflessione più ampia sulla qualità della vita delle persone fragili, croniche o affette da patologie inguaribili. Nel testo FOFI si sottolinea infatti come oggi il concetto di sollievo comprenda ascolto, supporto psicologico, accompagnamento e continuità assistenziale.

All’interno di questo approccio assume rilievo anche il ruolo della farmacia territoriale come presidio di prossimità e punto di contatto stabile con cittadini e caregiver.

Il ruolo delle farmacie e dell’assistenza domiciliare

A intervenire nell’incontro è anche Leopoldo Mannucci, farmacista e storico componente della Fondazione Gigi Ghirotti, realtà attiva da cinquant’anni nell’assistenza ai malati e alle famiglie. Mannucci ricorda come la Giornata del Sollievo sia nata nel 2001 per iniziativa del Ministero della Salute guidato allora da Umberto Veronesi, insieme alla Fondazione Gigi Ghirotti e all’ANCI.

Nel suo intervento richiama anche alcune esperienze che hanno coinvolto direttamente le farmacie territoriali nello sviluppo di servizi di telemedicina e assistenza domiciliare già nei primi anni Duemila. Secondo Mannucci, la dimensione territoriale resta uno degli elementi centrali della professione farmaceutica.

"Penso che la mission del farmacista sia quella di presidiare il territorio", afferma. "Le persone devono dire ‘la mia farmacia’, perché devono sapere che entrando troveranno professionisti preparati, capaci di ascoltare e di cercare risposte ai loro bisogni".

Tra cure palliative e sanità territoriale

Il tema si inserisce anche nel più ampio dibattito sulla riorganizzazione della sanità territoriale e sul ruolo delle professioni sanitarie nella gestione delle cronicità e delle fragilità. Nel testo FOFI viene ricordato come, solo nell’ultimo anno, la Fondazione Gigi Ghirotti abbia assistito circa 2.000 pazienti a domicilio e accolto oltre 500 persone negli hospice gestiti tra Liguria e Puglia.

Esperienze che mostrano come il tema del sollievo non riguardi esclusivamente la terapia farmacologica del dolore, ma un modello più ampio di assistenza integrata capace di coinvolgere sanità, territorio, volontariato e comunità locali.

Ed è probabilmente questo il punto politico-sanitario più rilevante richiamato dalla Giornata del Sollievo: in un sistema sanitario sempre più attraversato da cronicità, invecchiamento e fragilità sociali, il tema della cura tende a coincidere sempre di più con quello della continuità assistenziale e della prossimità ai pazienti.

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