
Chicago torna a essere il centro nevralgico dell’oncologia internazionale con l’edizione 2026 del Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), il più rilevante appuntamento mondiale dedicato alla ricerca sul cancro. Secondo le stime degli organizzatori, saranno circa 40mila gli esperti coinvolti, provenienti da più di 160 nazioni, chiamati a confrontarsi su innovazioni terapeutiche, evidenze cliniche e nuove frontiere della medicina oncologica.
L’evento, che prende il via il 29 maggio, registra numeri senza precedenti: oltre 8.
Tra i protagonisti anche l’Italia, presente con la delegazione dell’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM). A distinguersi sono due giovani studiosi attivi nel Paese, Michela Bartolini e Paolo Ciracì, insigniti del prestigioso Conquer Cancer Merit Award, riconoscimento assegnato ai progetti di ricerca ritenuti ad alto potenziale d’impatto per i pazienti.
Nonostante il risultato positivo, il dato sui ricercatori italiani premiati evidenzia una contrazione significativa rispetto al 2025, quando erano stati 17 i giovani selezionati. Un cambiamento che, secondo Rossana Berardi, presidente eletta di AIOM, impone una riflessione sulle dinamiche della competizione scientifica internazionale, sempre più concentrata all’interno di grandi network accademici globali.
Tra i possibili fattori in gioco figurano anche le crescenti difficoltà legate alla mobilità internazionale e all’accesso ai percorsi formativi negli Stati Uniti. Da qui, la necessità di rafforzare investimenti in cooperazione scientifica, programmi di scambio e percorsi di ricerca competitivi in Europa, per sostenere la crescita delle nuove generazioni di oncologi italiani.




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