|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Melanoma con metastasi cerebrali: immunoterapia cambia la prognosi, un paziente su tre vivo a 10 anni

Dallo studio Nibit-M2 dati senza precedenti: sopravvivenza a lungo termine e controllo duraturo della malattia anche dopo la sospensione delle cure
Oncologia

Per anni una diagnosi quasi senza speranza, oggi una prospettiva concreta di sopravvivenza a lungo termine. Nei pazienti con melanoma e metastasi cerebrali asintomatiche, la doppia immunoterapia segna un punto di svolta: a dieci anni dall’inizio del trattamento, una quota significativa è ancora viva e libera da ulteriori terapie.

I numeri dello studio Nibit-M2

pubblicità

Melanoma con metastasi cervello: con doppia immunoterapia il 32% è vivo a 10 anni. È il dato che emerge dai risultati finali dello studio Nibit-M2, presentati al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO). Un risultato definito particolarmente rilevante per una condizione storicamente associata a prognosi del tutto sfavorevole. Lo studio è stato presentato da Anna Maria Di Giacomo, responsabile del programma di sperimentazioni cliniche di fase I/II del Centro di Immuno-Oncologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, ed è stato sviluppato e sponsorizzato dalla Fondazione Nibit.

Una patologia per molto tempo senza opzioni efficaci

Le metastasi cerebrali rappresentano una delle complicanze più complesse del melanoma avanzato. Come sottolinea Di Giacomo, "Sono associate ad una gestione clinica molto complessa. Per molti anni questi pazienti non hanno avuto opzioni terapeutiche efficaci e una sopravvivenza di pochi mesi". E proprio per rispondere a questo bisogno clinico insoddisfatto è stato avviato lo studio Nibit-M2, con l’obiettivo di valutare l’efficacia dell’immunoterapia anche in presenza di metastasi cerebrali asintomatiche, una condizione tradizionalmente difficile da trattare.

Benefici duraturi e controllo della malattia

I risultati dello studio evidenziano non solo un prolungamento della sopravvivenza, ma anche un beneficio che si mantiene nel tempo. "Questi dati dimostrano che una quota significativa di pazienti con melanoma e metastasi cerebrali può ottenere un beneficio molto prolungato nel tempo dalla doppia immunoterapia", sottolinea Di Giacomo. Il follow-up a lungo termine dello studio, tra i più estesi mai disponibili in questa popolazione, conferma la persistenza dell’efficacia della combinazione immunoterapica. 

Terapiе sospese in molti pazienti

Un ulteriore elemento di rilievo riguarda la necessità di trattamenti successivi. Tra i pazienti vivi a 10 anni trattati con ipilimumab e nivolumab, il 70% non ha ricevuto ulteriori terapie antitumorali, segno di un controllo stabile della malattia anche dopo la sospensione del trattamento. Un risultato che rafforza il concetto di beneficio duraturo e, in alcuni casi, di possibile "cronicizzazione" della patologia oncologica. "Il dato a 10 anni è importante perché sposta la prospettiva di vita dei pazienti – osserva Michele Maio, presidente della Fondazione Nibit –. In una malattia storicamente associata a una prognosi molto severa, oggi possiamo osservare pazienti vivi a lungo termine e, in molti casi, senza necessità di continuare le cure".

La prospettiva

Nel complesso, i risultati dello studio Nibit-M2 confermano come l’immunoterapia abbia modificato la storia naturale del melanoma metastatico, estendendo i benefici anche ai pazienti con metastasi cerebrali, storicamente esclusi o con opzioni limitate. L’efficacia della combinazione ipilimumab-nivolumab, già documentata in altri setting, trova in questo contesto una conferma a lungo termine, suggerendo un ruolo sempre più centrale di queste strategie nel trattamento del melanoma avanzato. La disponibilità di dati a dieci anni rappresenta oggi un punto di riferimento per la pratica clinica e apre nuove prospettive nella gestione di una popolazione di pazienti fino a poco tempo fa priva di reali alternative terapeutiche.

Oncologia
Commenti

I Correlati

Immunoterapia, melanoma cerebrale sotto controllo a 10 anni
Oncologia
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Chemioterapia in estate, niente rinunce inutili: come vivere il mare e le vacanze durante le cure
Oncologia
Chemioterapia in estate, niente rinunce inutili: come vivere il mare e le vacanze durante le cure
L'appello degli oncologi dell'Istituto nazionale tumori Pascale di Napoli: «Non priviamoci di ciò che fa stare bene, se le condizioni cliniche lo consentono».
Adroterapia, il CNAO consolida il ruolo di riferimento internazionale: oltre 6.200 pazienti trattati
Oncologia
Adroterapia, il CNAO consolida il ruolo di riferimento internazionale: oltre 6.200 pazienti trattati
Il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica di Pavia è tra gli otto centri al mondo dotati di protoni e ioni carbonio. L'esperienza clinica conferma risultati significativi nel trattamento di tumori radioresistenti, pediatrici e localizzati in sedi
Tumore al seno, la ricostruzione con tessuti propri accelera il recupero dopo la mastectomia
Oncologia
Tumore al seno, la ricostruzione con tessuti propri accelera il recupero dopo la mastectomia
La tecnica con lembo DIEP consente di ricostruire una mammella naturale senza protesi. I nuovi protocolli di assistenza riducono ricovero e tempi di recupero, con benefici anche sul piano psicologico
Italia e Albania, nuova alleanza in oncologia: INT e Ospedale Madre Teresa di Tirana ampliano la cooperazione sanitaria
Oncologia
Italia e Albania, nuova alleanza in oncologia: INT e Ospedale Madre Teresa di Tirana ampliano la cooperazione sanitaria
Un nuovo accordo quadro rafforza la collaborazione tra la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e l’Ospedale universitario Madre Teresa di Tirana. Previsti programmi congiunti in ricerca, formazione, diagnostica avanzata e medicina

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.