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Adroterapia, il CNAO consolida il ruolo di riferimento internazionale: oltre 6.200 pazienti trattati

Il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica di Pavia è tra gli otto centri al mondo dotati di protoni e ioni carbonio. L'esperienza clinica conferma risultati significativi nel trattamento di tumori radioresistenti, pediatrici e localizzati in sedi
Oncologia

Grazie alle proprietà fisiche delle particelle cariche, l'adroterapia consente di concentrare elevate dosi di radiazioni direttamente sul tumore, limitando l'irradiazione dei tessuti sani circostanti. Questo approccio permette di ridurre gli effetti collaterali e, in numerosi casi, di migliorare il controllo della malattia rispetto alla radioterapia tradizionale.

Uno dei principali ambiti di applicazione riguarda i sarcomi, tumori rari che ogni anno interessano circa 5.000 persone in Italia. Le neoplasie localizzate alla base del cranio, alla colonna vertebrale o al bacino rappresentano una particolare sfida terapeutica, poiché la chirurgia radicale e la radioterapia convenzionale sono spesso limitate dalla vicinanza di strutture anatomiche critiche. In questi casi gli ioni carbonio, grazie alla maggiore efficacia biologica e alla precisione millimetrica del rilascio della dose, consentono di superare la radioresistenza e di preservare gli organi sani.

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I dati disponibili mostrano risultati particolarmente favorevoli nei cordomi e nei condrosarcomi della base cranica, dove il controllo locale della malattia a cinque anni supera l'80-90%. Benefici analoghi sono stati osservati anche nelle neoplasie delle ghiandole salivari, dei seni paranasali e nel melanoma oculare, per il quale la protonterapia rappresenta ormai lo standard terapeutico conservativo. Al CNAO sono stati trattati oltre 600 pazienti con melanoma oculare, con tassi di controllo della malattia superiori al 90%, in linea con le migliori casistiche internazionali.

L'adroterapia trova inoltre un'importante applicazione nei tumori della testa e del collo, soprattutto nelle forme radioresistenti, e nella popolazione pediatrica. Nei bambini la protonterapia permette infatti di limitare il rischio di tossicità tardive, come deficit neurocognitivi, alterazioni endocrine, ritardi della crescita e sviluppo di neoplasie secondarie correlate alle radiazioni. Presso il centro pavese vengono trattati ogni anno circa 60 pazienti pediatrici, prevalentemente affetti da tumori cerebrali, sarcomi e neoplasie della base cranica.

Ulteriori prospettive riguardano la re-irradiazione di pazienti già sottoposti a precedenti trattamenti radioterapici, scenario nel quale la maggiore precisione dosimetrica dell'adroterapia consente di ridurre l'esposizione degli organi già irradiati e di ampliare le possibilità terapeutiche in casi accuratamente selezionati.

Con una casistica in costante crescita e un'intensa attività di ricerca clinica, il CNAO continua a rappresentare un punto di riferimento internazionale nello sviluppo dell'adroterapia, contribuendo all'evoluzione delle strategie terapeutiche per tumori complessi e ad elevato bisogno clinico.

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