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Chiesi: servono regole stabili per accelerare la transizione sostenibile della farmaceutica respiratoria

Aziende farmaceutiche Annalucia Migliozzi | 11/06/2026 13:01

Innovazione terapeutica, sostenibilità ambientale e salute pubblica devono procedere insieme. Al centro del confronto promosso da Chiesi Italia la necessità di standard condivisi e politiche capaci di sostenere la trasformazione green dell’industria farmaceutica, con particolare attenzione alle patologie respiratorie croniche.

La transizione ecologica del settore farmaceutico richiede un contesto normativo chiaro, armonizzato e prevedibile. È questo uno dei principali messaggi emersi durante l’incontro “Respiriamo il Futuro. Tecnologia e sostenibilità per la salute respiratoria”, promosso da Chiesi Italia a Roma per discutere il rapporto tra innovazione industriale, tutela ambientale e gestione delle malattie respiratorie.

Secondo quanto emerso nel dibattito, il percorso verso farmaci e dispositivi medici a minore impatto ambientale necessita di strumenti condivisi per misurare e valutare la sostenibilità lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. In questo contesto assume particolare rilevanza il protocollo PAS 2090:2025, recentemente approvato dalla federazione europea dell’industria farmaceutica (EFPIA), che introduce criteri per la valutazione dell’impronta ambientale dei medicinali.

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Tra gli ambiti più avanzati di questa trasformazione rientra lo sviluppo di inalatori per patologie respiratorie croniche dotati di propellenti a ridotto impatto climatico. Una direzione sulla quale Chiesi sta investendo attraverso il progetto Carbon Minimal Inhaler (CMI), finalizzato a coniugare efficacia terapeutica e riduzione delle emissioni associate ai trattamenti inalatori.

Quattro milioni di italiani convivono con asma e BPCO

Le malattie respiratorie croniche continuano a rappresentare una delle principali sfide per il Servizio sanitario nazionale. Asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) interessano complessivamente circa quattro milioni di persone in Italia e sono responsabili di un significativo carico assistenziale e socioeconomico.

L’invecchiamento della popolazione e le persistenti differenze territoriali nell’accesso a prevenzione, diagnosi e cure contribuiscono ad aumentare la pressione sul sistema sanitario, rendendo necessario un approccio più integrato e orientato alla sostenibilità.

Il paradigma One Health

Nel corso dell’evento è stata ribadita l’importanza dell’approccio One Health, che considera strettamente interconnesse la salute umana, quella ambientale e i fattori socioeconomici. In questa prospettiva, la prevenzione, la diagnosi precoce e il miglioramento della qualità dell’aria rappresentano strumenti fondamentali per ridurre il peso delle patologie respiratorie e garantire la sostenibilità futura dei sistemi di cura.

L’industria farmaceutica è chiamata a svolgere un ruolo attivo in questo processo, contribuendo allo sviluppo di tecnologie e modelli produttivi più sostenibili senza compromettere la qualità dell’assistenza.

Dal confronto tra rappresentanti istituzionali, società scientifiche e industria è emersa la necessità di accelerare l’adozione delle innovazioni, favorendo al tempo stesso la collaborazione tra pubblico e privato. Un sistema regolatorio stabile viene considerato essenziale per sostenere gli investimenti in ricerca, sviluppo e produzione industriale.

La salute respiratoria viene sempre più interpretata come un esempio concreto dell’integrazione tra ambiente e benessere umano. In quest’ottica, la sostenibilità non rappresenta più un obiettivo separato dall’innovazione terapeutica, ma una componente strutturale delle future strategie delle scienze della vita, chiamate a rispondere contemporaneamente alle esigenze dei pazienti, del sistema sanitario e dell’ambiente.

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