
Mortalità sovrapponibile alla terapia standard
Lo studio ha coinvolto pazienti affetti da aspergillosi invasiva refrattaria ai trattamenti azolici o per i quali tali terapie non risultavano appropriate. L’endpoint principale, rappresentato dalla mortalità per tutte le cause a 42 giorni, è risultato sostanzialmente equivalente nei due gruppi: 23,8% con olorofim contro 24,3% con il regime comparatore.
Particolarmente rilevante il dato sulla sicurezza. Gli eventi avversi correlati al trattamento sono stati registrati nel 35,8% dei pazienti trattati con olorofim rispetto al 63,9% di quelli sottoposti alla terapia standard. La differenza è stata attribuita principalmente alla maggiore incidenza di tossicità renale associata all’amfotericina B liposomiale.
Un bisogno clinico ancora insoddisfatto
Le infezioni fungine invasive rappresentano una delle principali complicanze nei soggetti con immunodepressione, inclusi pazienti ematologici, oncologici e trapiantati. La crescente diffusione di ceppi resistenti e le limitazioni legate alla tossicità dei farmaci disponibili rendono urgente l’introduzione di nuove strategie terapeutiche.
Secondo gli specialisti italiani coinvolti nello studio, l’arruolamento di pazienti in sei centri nazionali di eccellenza conferma il ruolo dell’Italia nella ricerca clinica sulle malattie infettive complesse e contribuisce allo sviluppo di terapie innovative contro patogeni fungini prioritari individuati anche dall’Organizzazione mondiale della sanità.
Olorofim: una nuova classe di antifungini
Olorofim appartiene alla classe degli orotomidi ed esercita la propria attività attraverso l’inibizione della diidroorotato deidrogenasi, un bersaglio biologico differente rispetto a quello degli antifungini oggi disponibili. Questo meccanismo innovativo conferisce attività contro numerose specie di Aspergillus, comprese quelle resistenti ai trattamenti convenzionali.
I dati di OASIS rafforzano le evidenze già emerse nello studio di Fase 2b che aveva portato la Food and Drug Administration statunitense a concedere al farmaco la designazione di Breakthrough Therapy.
Verso la valutazione regolatoria
Le aziende promotrici hanno annunciato che i risultati completi saranno presentati in un prossimo congresso scientifico internazionale e successivamente sottoposti alle autorità regolatorie negli Stati Uniti, in Europa e nei Paesi asiatici.
Se autorizzato, olorofim potrebbe rappresentare il primo antifungino con un nuovo meccanismo d’azione approvato per l’aspergillosi invasiva dopo oltre vent’anni, aprendo nuove prospettive terapeutiche per pazienti con opzioni di cura limitate.




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