
Dalla sanità alla giustizia, passando per l’innovazione digitale, la medicina legale è chiamata a ripensare il proprio ruolo in un contesto sempre più complesso. È in questo scenario che si inserisce il confronto avviato a Roma, dove istituzioni e comunità scientifica discutono le traiettorie di sviluppo della disciplina.
Schillaci: "Ruolo essenziale tra salute, diritti e giustizia"
Ad aprire i lavori 47° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA) all’Università Cattolica del Sacro Cuore è stato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha sottolineato il valore di questa specialità medica nel sistema sanitario e giuridico: "la medicina legale svolge un ruolo essenziale nel garantire l’equilibrio tra tutela della salute, diritti delle persone e corretto funzionamento della giustizia. Oggi è chiamata a confrontarsi con sfide nuove, dall’intelligenza artificiale alla digitalizzazione". Il ministro ha inoltre ricordato l’istituzione di un tavolo tecnico presso il Ministero della Salute per accompagnare l’evoluzione della disciplina e favorire indirizzi condivisi.
Responsabilità medica e nuove regole
Dal fronte della giustizia, il viceministro Francesco Paolo Sisto ha anticipato il lavoro su una proposta normativa sulla responsabilità medica: "si riscrive la responsabilità del medico, finalmente libero di gestire il rapporto con il paziente secondo le buone pratiche della comunità scientifica". Secondo Sisto, il principio cardine sarà la tutela del professionista che si attiene a linee guida e buone pratiche, con responsabilità limitata ai casi di colpa grave, in un modello che rafforza la relazione medico-paziente.
Innovazione e fattore umano: l’equilibrio possibile
Sul tema dell’innovazione è intervenuta Luisa Regimenti, assessore della Regione Lazio, evidenziando come la medicina legale stia attraversando una profonda trasformazione: "l’innovazione costituisce una risorsa fondamentale per rendere la medicina legale sempre più accurata, affidabile ed efficace", sottolineando tuttavia che "il contributo umano rimane insostituibile nell’interpretazione dei dati".
Linee guida, ricerca e formazione
Il ruolo attivo della SIMLA emerge anche sul fronte della produzione scientifica. Il presidente, Francesco Introna ha ricordato che "la società italiana di medicina legale, in questo momento, sta contribuendo a una sessantina di linee guida". Dal mondo accademico, Antonio Oliva dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha ribadito il valore dell’università come luogo di formazione e sviluppo del rigore metodologico, mentre Luigi Tonino Marsella dell’Università di Roma Tor Vergata ha definito la disciplina "un ponte tra scienza medica e diritto".
Giovani e intelligenza artificiale al centro della strategia
Particolare attenzione è stata dedicata alle nuove generazioni, come ha sottolineato Paola Frati della Sapienza Università di Roma: "I giovani sono protagonisti assoluti di questo convegno con 212 abstract e 24 linee di ricerca. Hanno risposto da tutta Italia, e sottolineo che negli abstract sono compresi anche alcuni non di provenienza universitaria".
Sul fronte tecnologico, Vittoradolfo Tambone, docente all’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha richiamato la necessità per la medicina legale di partecipare attivamente alla progettazione degli strumenti di intelligenza artificiale, tema già approfondito nel workshop precongressuale dedicato.
Verso un piano strategico condiviso
Il congresso SIMLA si configura così come un momento chiave per definire priorità e indirizzi della medicina legale italiana, tra innovazione tecnologica, evoluzione normativa e rafforzamento del ruolo nella sanità pubblica. Obiettivo finale: costruire una disciplina sempre più integrata, capace di rispondere alle nuove esigenze del sistema sanitario e della giustizia, mantenendo al centro la tutela dei cittadini.




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.