
La ricerca, condotta su 2.500 cittadini maggiorenni rappresentativi della popolazione italiana, fotografa un rapporto sempre più complesso tra cittadini, salute e informazione sanitaria. Sebbene l’81% degli intervistati si consideri adeguatamente informato, oltre la metà dichiara di utilizzare internet come principale fonte di informazione sanitaria, mentre cresce il ricorso all’intelligenza artificiale e ai chatbot, soprattutto tra i più giovani.
Il fenomeno appare particolarmente evidente nella Generazione Z, dove il 17% utilizza strumenti di IA per ottenere informazioni sulla salute. Parallelamente, si osserva un aumento dell’automedicazione e dell’utilizzo di farmaci da banco per affrontare disturbi frequenti come stanchezza, insonnia e dolori muscoloscheletrici.
Conoscenza in calo e persistenti pregiudizi
Uno degli aspetti più rilevanti emersi dall’indagine riguarda il livello di conoscenza dei farmaci equivalenti. Rispetto a cinque anni fa si registra una riduzione della familiarità con questi medicinali e un aumento della diffidenza, in particolare nelle fasce più giovani della popolazione.
Solo il 50% degli appartenenti alla Generazione Z dichiara infatti di conoscere bene i farmaci equivalenti, contro una media nazionale del 70%. Contestualmente cresce la preferenza per i prodotti branded, spesso motivata da abitudini consolidate o dalla percezione di una maggiore efficacia, nonostante le evidenze scientifiche confermino l’equivalenza terapeutica rispetto ai farmaci originatori.
Oltre un miliardo di euro speso per il farmaco di marca
Le ricadute economiche di questa scelta restano significative. Secondo i dati del Centro Studi Egualia, nel 2025 i cittadini italiani hanno sostenuto oltre un miliardo di euro di spesa aggiuntiva per acquistare medicinali di marca al posto delle corrispondenti alternative equivalenti rimborsabili.
Le differenze territoriali rimangono marcate. Le regioni del Nord continuano a registrare i livelli più elevati di utilizzo degli equivalenti, mentre nel Centro-Sud il ricorso a queste terapie resta inferiore alla media nazionale. Lombardia, Trentino e Piemonte guidano la classifica dei consumi, mentre Campania, Calabria e Basilicata occupano le ultime posizioni.
Le strategie per rafforzare fiducia e accesso
Tra le proposte avanzate da Cittadinanzattiva emergono la necessità di sviluppare campagne istituzionali mirate sui canali digitali, introdurre programmi di educazione sanitaria nelle scuole e rafforzare la formazione di medici, farmacisti e altri professionisti sanitari.
Particolare attenzione viene posta anche al monitoraggio delle prescrizioni, alla riduzione delle disuguaglianze territoriali e al ruolo degli equivalenti come strumento essenziale per contenere la spesa farmaceutica e garantire un accesso più equo alle cure, soprattutto per le fasce economicamente più fragili della popolazione.




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