
Gli occhiali intelligenti basati su intelligenza artificiale potrebbero rappresentare un nuovo strumento di supporto per le persone con ipovisione o cecità, grazie alla capacità di analizzare l’ambiente circostante e fornire informazioni sugli oggetti presenti nel campo visivo. È quanto emerge da uno studio pilota pubblicato su JAMA Ophthalmology, che ha analizzato le prestazioni di smart glasses con tecnologia AI nella rilevazione e descrizione di elementi statici.
La ricerca ha valutato un modello di occhiali intelligenti dotati di assistente artificiale attraverso diversi test: riconoscimento di oggetti comuni, identificazione dei colori, orientamento spaziale, conteggio di elementi, lettura di testi e riconoscimento di banconote e monete.
Nel complesso, il dispositivo ha mostrato una capacità molto elevata nell’identificazione di oggetti di uso quotidiano, raggiungendo un’accuratezza del 99% nei test dedicati al riconoscimento di singoli elementi. Le prestazioni sono risultate particolarmente solide con oggetti comuni appartenenti all’ambiente domestico, personale e lavorativo.
Diversamente, alcune funzioni più complesse hanno evidenziato margini di miglioramento. La distinzione dei colori ha raggiunto un’accuratezza media del 64%, mentre la capacità di riconoscere la direzione degli oggetti si è attestata all’83%. Ancora più limitata è risultata la precisione nel conteggio di oggetti multipli, pari al 50%.
Lo studio ha approfondito anche l’utilizzo degli occhiali AI come ausilio alla lettura. Le prestazioni sono state differenti in base al materiale analizzato: la lettura di libri per bambini ha mostrato risultati migliori rispetto ai testi standard e alla scrittura manuale. La lettura di informazioni presenti su etichette di farmaci e alimenti ha evidenziato invece una capacità ancora non sufficiente per un impiego clinico consolidato.
Anche nel riconoscimento del denaro sono emerse differenze rilevanti: il dispositivo ha identificato correttamente le banconote nella maggior parte dei test, mentre il riconoscimento delle monete è risultato molto meno affidabile.
Secondo gli autori, gli smart glasses con intelligenza artificiale rappresentano una tecnologia promettente per ampliare l’autonomia delle persone con grave deficit visivo, offrendo informazioni ambientali attraverso sistemi indossabili e non invasivi. Tuttavia, le attuali limitazioni impongono cautela nell’uso quotidiano e rendono necessari ulteriori studi condotti direttamente su popolazioni di pazienti con ipovisione o assenza di vista.
L’evoluzione dei modelli di intelligenza artificiale e dei dispositivi wearable potrebbe contribuire nei prossimi anni allo sviluppo di strumenti sempre più integrati nei percorsi di riabilitazione visiva, con possibili ricadute anche nella pratica clinica oftalmologica.




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