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Liste d'attesa, ALPI e gettonisti: dove si concentrano oggi i controlli nella sanità

L'attività dei NAS mostra come le verifiche si siano progressivamente spostate versi i temi più critici per il Servizio sanitario nazionale, dalle liste d'attesa all'attività libero-professionale fino ai servizi esternalizzati.
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I controlli nelle strutture sanitarie non riguardano più soltanto autorizzazioni, requisiti igienici o correttezza della documentazione. Negli ultimi anni l'attività ispettiva si è progressivamente orientata verso alcuni dei temi più delicati per il Servizio sanitario nazionale, seguendo l'evoluzione dell'organizzazione delle cure e le principali criticità emerse nel dibattito pubblico.

Un quadro significativo arriva dall'attività svolta nel 2025 dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, che fotografa un sistema di controlli sempre più indirizzato verso la verifica dell'effettiva qualità dell'assistenza e della corretta organizzazione dei servizi sanitari.

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Un'attività ispettiva sempre più estesa

Nel corso del 2025 i NAS hanno effettuato 17.363 ispezioni, che hanno portato a 117 arresti, 1.788 persone deferite all'autorità giudiziaria e alla chiusura di 225 strutture. Nel corso delle verifiche sono stati inoltre sequestrati quasi 6.000 farmaci e oltre 1.700 dispositivi medici, per un valore complessivo superiore a 578 mila euro.

I numeri confermano come l'attività ispettiva rappresenti ormai uno strumento stabile di vigilanza sull'intero sistema sanitario, ben oltre il tradizionale controllo documentale degli studi e delle strutture.

Le liste d'attesa diventano terreno di verifica

Uno dei fronti sui quali si è concentrata maggiormente l'attività dei NAS riguarda le liste d'attesa e l'attività libero-professionale intramoenia.

Nel 2025 sono stati effettuati 1.930 controlli mirati presso direzioni sanitarie, reparti ospedalieri e Centri unici di prenotazione (CUP). Le verifiche hanno portato a nove arresti, 105 denunce per reati che comprendono truffa, peculato, corruzione e concussione e a circa 474 segnalazioni amministrative.

Tra i casi richiamati nel rapporto figurano quello di Catanzaro, dove è stata smantellata un'associazione per delinquere che gestiva illecitamente visite private, e quello di Parma, dove un direttore di unità complessa è stato arrestato per aver svolto attività libero-professionale non autorizzata durante l'orario di servizio utilizzando anche farmaci dell'ospedale.

Sotto osservazione anche il fenomeno dei gettonisti

Un altro ambito che ha ricevuto particolare attenzione riguarda il ricorso ai cosiddetti "gettonisti", tema che negli ultimi anni è entrato stabilmente nel confronto sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

La campagna ispettiva ha interessato 864 aziende sanitarie, 669 contratti e 1.123 medici. Le verifiche hanno fatto emergere 49 denunce e 39 segnalazioni relative, tra l'altro, ai requisiti dei servizi esternalizzati, al rispetto degli orari di lavoro e alla congruità dei corrispettivi economici riconosciuti.

I controlli seguono le priorità della sanità

L'evoluzione dell'attività ispettiva racconta anche il cambiamento delle priorità del sistema sanitario. Se in passato l'attenzione era concentrata prevalentemente sui requisiti strutturali e autorizzativi, oggi le verifiche si estendono sempre più agli aspetti organizzativi, alla gestione delle risorse, alla trasparenza dei percorsi assistenziali e al corretto utilizzo delle risorse pubbliche.

In questo senso, l'attività dei NAS rappresenta un indicatore delle aree considerate più sensibili per il funzionamento del Servizio sanitario nazionale: non soltanto la conformità alle norme, ma anche la capacità delle strutture di garantire servizi appropriati, organizzati e realmente accessibili ai cittadini.

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