
I vaccini antinfluenzali tradizionali sono prevalentemente orientati contro l’emoagglutinina (HA), proteina esposta sulla superficie del virus e capace di stimolare una risposta anticorpale. La sua elevata variabilità rappresenta tuttavia una delle principali ragioni per cui la composizione dei vaccini deve essere periodicamente aggiornata.
Il gruppo guidato da Trang Hoang ha scelto invece di concentrarsi sulla proteina M2, coinvolta nel ciclo replicativo del virus e caratterizzata da una maggiore conservazione della sequenza tra diversi virus influenzali di tipo A. L’obiettivo è sfruttare questa relativa stabilità per ottenere una risposta immunitaria potenzialmente più ampia rispetto a quella diretta contro antigeni maggiormente variabili.
Il lievito come piattaforma produttiva
Un ulteriore elemento distintivo riguarda il processo di fabbricazione. Il candidato è stato ottenuto utilizzando il lievito di birra come sistema biologico per produrre particelle simil-virali (VLP), progettate per esporre la proteina M2 sulla propria superficie.
Secondo i ricercatori, questa piattaforma potrebbe consentire di ridurre i tempi necessari alla produzione rispetto ai sistemi basati sulle uova embrionate di gallina. Il candidato sperimentale sarebbe stato preparato in circa un mese, contro un arco temporale tradizionalmente più lungo.
Nella sperimentazione, il vaccino è stato somministrato a 18 topi. Le analisi ematiche hanno evidenziato una risposta anticorpale diretta contro M2 presente in cinque ceppi influenzali. Gli animali immunizzati sono stati successivamente esposti a tre di questi ceppi, mostrando una protezione completa dall’infezione nei test condotti.
Il dato deve tuttavia essere interpretato nell’ambito della fase di sviluppo. La sperimentazione è stata effettuata esclusivamente in un modello animale e non consente ancora di stabilire se l'approccio possa garantire una protezione analoga nell’uomo.
Uno degli aspetti ancora da chiarire riguarda inoltre la durata dell’immunità. Saranno necessari ulteriori studi preclinici prima di poter valutare sicurezza, risposta immunitaria e potenziale efficacia del candidato attraverso sperimentazioni cliniche nell’uomo.
La strategia basata su M2 rappresenta quindi una possibile alternativa alle piattaforme vaccinali convenzionali, ma il passaggio dalla protezione osservata nei modelli murini alla validazione clinica richiederà ulteriori evidenze.
Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.