|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Dieta chetogenica e tumori intestinali: quando l’eccesso di grassi può favorire la crescita neoplastica.

Grassi, non chetoni: il nuovo studio riaccende il dibattito sulla dieta chetogenica.
Oncologia
Nutrizione

La dieta chetogenica è un regime ad alto contenuto di grassi, molto povero di carboidrati e moderato in proteine, progettato per indurre chetosi nutrizionale. In medicina ha un razionale consolidato soprattutto nell’epilessia farmacoresistente, in particolare in età pediatrica, mentre il suo impiego in altre condizioni resta più controverso e dipende dal contesto clinico. Negli ultimi anni, però, la chetogenica è stata adottata anche fuori dall’ambito sanitario, spesso come soluzione rapida per dimagrire o “riattivare” il metabolismo. Questa popolarità ha favorito una percezione semplicistica, quasi fosse una dieta valida per tutti, quando invece la letteratura mette in evidenza limiti, controindicazioni e potenziali rischi, soprattutto se seguita senza supervisione specialistica.

Nel nuovo studio pubblicato su Nature, i ricercatori hanno analizzato modelli murini con predisposizione spontanea alla formazione di adenomi intestinali. La dieta chetogenica ha aumentato il carico tumorale e ridotto la sopravvivenza, un risultato che non dipendeva dai metaboliti chetonici circolanti. La parte più interessante è meccanicistica: modificando la produzione di chetoni o bloccando la chetolisi, la tumorigenesi non cambiava. Al contrario, l’inibizione dell’ossidazione degli acidi grassi tramite perdita di CPT1A limitava la formazione di adenomi, indicando che il problema non è l’accumulo di lipidi, ma il loro utilizzo metabolico da parte del tessuto intestinale.

pubblicità

Il dato è particolarmente rilevante per chi presenta predisposizione genetica ai tumori intestinali, come i pazienti con poliposi adenomatosa familiare. In questi soggetti, la composizione della dieta potrebbe interagire con la biologia delle cellule staminali intestinali e favorire la crescita neoplastica in presenza di specifici assetti metabolici. Nel lavoro, la perdita combinata di PPARα/δ/γ nell’intestino ha attenuato l’espansione delle cellule staminali indotta dalla dieta chetogenica, suggerendo che il programma trascrizionale legato ai lipidi sia parte integrante del fenomeno. In altre parole, non tutti gli grassi e non tutte le condizioni metaboliche hanno lo stesso effetto biologico.

Sul piano clinico, la chetogenica non andrebbe demonizzata: in indicazioni selezionate resta una terapia nutrizionale utile, e in alcuni casi ben documentata. Il problema nasce quando viene trasformata in moda alimentare, proposta come soluzione universale per controllo del peso, benessere o prevenzione, senza valutare storia clinica, farmaci, comorbilità e obiettivi reali.

L’uso improprio fuori dall’ambito medico può esporre a effetti collaterali e a una visione distorta della prevenzione: non basta “mangiare pochi carboidrati” per ottenere benefici, e in alcuni contesti il profilo di rischio può addirittura peggiorare. Il messaggio dello studio è proprio questo: una dieta ricca di lipidi non è neutra, e nei tessuti vulnerabili può diventare un fattore biologicamente attivo in senso sfavorevole. Per medici, nutrizionisti e manager sanitari, il punto non è bandire la chetogenica, ma contestualizzarla. Prima di proporla, occorre distinguere tra indicazioni terapeutiche, obiettivi di perdita di peso e scenari ad alto rischio oncologico.

In sintesi, questo studio rafforza un principio ormai inevitabile in nutrizione clinica: la dieta va personalizzata. Nel paziente geneticamente suscettibile, soprattutto in ambito gastroenterologico, l’equilibrio tra benefici attesi e possibili effetti pro-tumorali richiede una valutazione molto più rigorosa di quanto suggeriscano le tendenze social.

Oncologia
Nutrizione
Commenti

I Correlati

Alimenti ultra-processati, perché aumentano il rischio per cuore, metabolismo e intestino
Pazienti
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Alimenti ultra-processati, perché aumentano il rischio per cuore, metabolismo e intestino
Pazienti
Alimenti ultra-processati, perché aumentano il rischio per cuore, metabolismo e intestino
Non solo calorie o zuccheri: questi prodotti possono alterare i meccanismi che regolano fame, microbiota e infiammazione. E le conseguenze si riflettono su obesità, diabete e salute cardiovascolare
Melanoma nascosto tra capelli e unghie
Dermatologia
Melanoma nascosto tra capelli e unghie
Le forme che colpiscono cuoio capelluto e apparato ungueale sono tra le più difficili da individuare. La Fondazione Melanoma coinvolge parrucchieri ed estetisti per favorire una diagnosi precoce e contrastare i ritardi che compromettono la prognosi.
Tumori del sangue, mangiare bene durante le cure può aiutare a vivere meglio la malattia
Oncologia
Tumori del sangue, mangiare bene durante le cure può aiutare a vivere meglio la malattia
Nausea, perdita di appetito, alterazioni del gusto e stanchezza possono rendere difficile anche sedersi a tavola. Gli esperti: «una corretta alimentazione è diventata parte integrante del percorso terapeutico dei pazienti oncoematologici»
Tumore cerebrale pediatrico tra i più letali: al via in Europa una nuova sperimentazione di immunoterapia per il DIPG
Oncologia
Tumore cerebrale pediatrico tra i più letali: al via in Europa una nuova sperimentazione di immunoterapia per il DIPG
Un consorzio internazionale, con la partecipazione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, punta a testare una strategia terapeutica innovativa contro il glioma pontino intrinseco diffuso, una neoplasia rara che oggi offre pochissime possibilità di cu

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.