
La conversione in legge del decreto PA rende definitive le nuove regole sulle ferie non godute dei dipendenti pubblici. Alla cessazione del rapporto resta possibile ottenere l'indennità sostitutiva, ma cambiano le condizioni per riconoscerla e gli obblighi a carico dell'amministrazione.
La disposizione interessa anche i medici e gli altri professionisti sanitari dipendenti delle aziende del Servizio sanitario nazionale. Come anticipato in bozza, il punto centrale riguarda la distinzione tra l'impossibilità di utilizzare le ferie e la decisione consapevole del lavoratore di non fruirne.
L'azienda deve invitare il medico a utilizzare le ferie
La legge stabilisce che il periodo di ferie previsto dalla contrattazione collettiva può essere sostituito da un'indennità finanziaria soltanto in caso di cessazione del rapporto di lavoro e alle condizioni previste dalla nuova disciplina.
Il datore di lavoro deve invitare formalmente il dipendente a utilizzare le ferie annuali e informarlo per tempo che, se non saranno fruite, andranno perse alla scadenza del periodo previsto o dell'eventuale periodo di riporto. In quel caso non potranno essere successivamente convertite in denaro.
Diventa quindi rilevante anche il comportamento dell'amministrazione. Non basta che le ferie siano rimaste inutilizzate. Occorre verificare se il lavoratore sia stato effettivamente messo nelle condizioni di fruirne e se abbia ricevuto l'informazione prevista dalla legge.
Quando si perde il diritto all'indennità
La monetizzazione viene esclusa quando la mancata fruizione dipende da una scelta consapevole del lavoratore. È però il datore di lavoro a dover dimostrare che il dipendente abbia volontariamente rinunciato alle ferie pur avendo avuto la possibilità di utilizzarle.
La disposizione individua inoltre con maggiore precisione chi assume questo ruolo all'interno delle amministrazioni. Ai fini della disciplina sulle ferie, è considerato datore di lavoro il soggetto, dirigente o non dirigente secondo l'organizzazione dell'ente, responsabile dell'autorizzazione o del diniego delle ferie. Per un medico dipendente, quindi, diventa centrale anche la tracciabilità delle richieste, delle autorizzazioni e degli eventuali dinieghi. La semplice presenza di ferie residue al momento della cessazione non determina automaticamente né il pagamento né la perdita dell'indennità.
Le nuove regole valgono per le ferie maturate dopo la legge
C'è infine un limite temporale importante. La nuova disciplina si applica alle ferie maturate successivamente all'entrata in vigore della legge di conversione.
La norma interviene così su una materia che negli anni ha prodotto un ampio contenzioso nel pubblico impiego. Per medici e professionisti sanitari, soprattutto nei servizi nei quali carenze di personale e turnazioni possono rendere difficile utilizzare tutte le ferie maturate, la documentazione delle richieste e delle decisioni dell'azienda acquista un peso ancora maggiore.




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.