
La farmacia dei servizi compie un altro passo verso l'integrazione con l'assistenza territoriale. Il disegno di legge delega per il riordino della legislazione farmaceutica affida al Governo il compito di rafforzare il ruolo delle farmacie come presidi sanitari di prossimità, indicando espressamente anche televisita e telemonitoraggio tra le attività da disciplinare.
Il passaggio non riguarda quindi soltanto l'aumento delle prestazioni disponibili in farmacia. Il testo collega questi presidi alla presa in carico del paziente, alla continuità delle cure e all'aderenza terapeutica, inserendoli in maniera più strutturata nella rete dei servizi territoriali.
La riforma dovrà essere attuata con decreti legislativi e, proprio per gli interventi sul ruolo territoriale delle farmacie, è prevista l'intesa con la Conferenza unificata.
Telemedicina e continuità delle cure
Il criterio fissato dalla delega è quello di favorire un'integrazione attiva con la rete assistenziale. In questo ambito dovrà essere disciplinata anche l'esecuzione delle attività di televisita e telemonitoraggio finalizzate alla presa in carico dei pazienti e al miglioramento dell'accessibilità e della continuità delle cure.
Durante l'esame parlamentare è stato aggiunto un riferimento esplicito all'aderenza terapeutica. La farmacia viene quindi individuata anche come possibile punto di supporto per il paziente che deve seguire nel tempo una terapia, un aspetto particolarmente rilevante per cronicità e multimorbilità.
Il testo richiama inoltre la collaborazione tra professionisti sanitari, insieme alle attività di educazione sanitaria e di prevenzione delle principali patologie. L'integrazione dovrà quindi avvenire all'interno della rete e non attraverso la costruzione di un percorso parallelo rispetto agli altri servizi.
Prestazioni private e servizi del Ssn
La delega affronta anche il tema delle modalità con cui i servizi vengono offerti. Il Governo dovrà promuoverne accessibilità, appropriatezza e sostenibilità economico-finanziaria sia quando vengono erogati in regime privatistico sia quando rientrano nel Servizio sanitario nazionale, mantenendo il raccordo con i piani sociosanitari regionali.
Un punto sul quale è intervenuta anche la Commissione Politiche dell'Unione europea, richiamando la necessità di coordinare la farmacia dei servizi con le prestazioni fornite dalle strutture private accreditate.
Il principio indicato è quello della complementarietà. L'ampliamento delle attività delle farmacie dovrà avvenire rispettando le competenze degli altri professionisti sanitari e coordinandosi con l'offerta già presente sul territorio.
Resta da definire il modello di remunerazione
La trasformazione prevista dalla delega pone inevitabilmente anche un problema economico. Il parere della Commissione Bilancio chiarisce che il rafforzamento del ruolo delle farmacie viene concepito in primo luogo attraverso interventi organizzativi e ordinamentali, razionalizzando gli strumenti esistenti e aumentando l'integrazione con i modelli regionali. Questo significa che la delega non introduce automaticamente nuovi finanziamenti per le prestazioni.
Eventuali forme di remunerazione aggiuntiva o specifici strumenti di sostegno economico potranno essere valutati nell'ambito della programmazione sanitaria e dei rapporti convenzionali, anche considerando le risorse già disponibili.
Televisita, telemonitoraggio e presa in carico indicano dunque la direzione della nuova farmacia dei servizi. Saranno però i decreti attuativi e gli accordi successivi a stabilire con quali modalità organizzative e con quale remunerazione queste funzioni entreranno nella pratica.




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