
Febbre e dolore sono tra i motivi più frequenti per cui le famiglie si rivolgono al pediatra. Nei piccoli con patologie croniche, però, la gestione di questi sintomi richiede più attenzione. È il tema di una revisione narrativa pubblicata su Children da un gruppo di specialisti di IRCCS Ca' Granda Policlinico di Milano, Università di Padova, Ospedale di Conegliano e Università di Udine. Il lavoro unisce le prove disponibili all'esperienza clinica degli autori.
Gli autori descrivono due errori opposti. Da una parte c'è la cosiddetta fever phobia, cioè la paura eccessiva della febbre da parte dei genitori, che porta a somministrare farmaci senza reale necessità. Dall'altra c'è il dolore pediatrico, spesso poco riconosciuto e trattato in modo insufficiente, con possibili effetti a lungo termine sulla percezione del dolore. La febbre, ricordano gli autori, è una risposta difensiva dell'organismo e non una malattia in sé.
Paracetamolo e ibuprofene danno un sollievo simile, ma agiscono in modo diverso. I FANS bloccano gli enzimi COX-1 e COX-2 e hanno quindi anche un effetto antinfiammatorio. Lo stesso meccanismo spiega però i loro effetti indesiderati: irritazione gastrica, alterazione della funzione delle piastrine e tossicità per i reni. Il paracetamolo agisce soprattutto a livello del sistema nervoso centrale, ha un'attività antinfiammatoria periferica minima ed è generalmente ben tollerato da stomaco e reni. Per questo, e perché si può usare fin dalla nascita, resta spesso la prima scelta.
La revisione individua profili di rischio diversi per ciascun farmaco:
- Paracetamolo: serve prudenza nei bambini malnutriti, obesi o con malattie neuromuscolari, perché queste condizioni possono aumentare il rischio di danno al fegato.
- FANS: il rischio di complicanze è maggiore nei bambini con malattie dell'apparato digerente, dei reni o della coagulazione.
- Controindicazioni dei FANS: disidratazione, insufficienza renale e recidive di sindrome nefrosica.
- Neonati: nei neonati piccoli e fragili serve una valutazione attenta del rapporto tra rischi e benefici.
Alcuni dati suggeriscono inoltre che i FANS possano peggiorare l'andamento di certe infezioni acute batteriche e virali. Le informazioni su infezioni croniche come tubercolosi, HIV ed epatiti virali sono invece scarse.
Dopo un intervento chirurgico, usare insieme paracetamolo e ibuprofene può migliorare il controllo del dolore senza un aumento significativo degli eventi avversi.
La scelta, concludono gli autori, deve tenere conto della malattia di base, dei farmaci già assunti e del tipo di infezione. Gli autori riconoscono però che le prove disponibili sono limitate e provengono in gran parte da studi osservazionali. Per molte patologie croniche pediatriche servono quindi nuovi studi. L'obiettivo resta un approccio adattato al rischio, che controlli bene i sintomi, riduca i danni e coinvolga la famiglia nel percorso di cura.




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