
La crisi di attrattività della chirurgia e il futuro della responsabilità professionale sono stati al centro dell'intervento del ministro della Salute, Orazio Schillaci, alla cerimonia inaugurale del 128° Congresso nazionale della Società italiana di chirurgia (SIC), in corso a Roma. Il ministro ha ricordato gli stanziamenti per le specializzazioni meno richieste e l'impegno del Governo sulla riforma della responsabilità medica.
Schillaci: incentivi e tutele per rilanciare la chirurgia
La chirurgia resta un "pilastro della sanità pubblica", ma "da alcuni anni, purtroppo, questa disciplina così nobile non esercita più lo stesso appeal sulle nuove generazioni". È quanto ha sottolineato Schillaci, richiamando le difficoltà che interessano il reclutamento dei giovani medici nelle discipline chirurgiche.
Secondo il ministro, la perdita di attrattività non dipende soltanto dagli aspetti economici. A incidere sulla scelta della specializzazione sono anche le condizioni organizzative, le prospettive di crescita professionale, il rischio di aggressioni e il contenzioso medico-legale. La tutela della dignità dei professionisti e la sicurezza delle cure rappresentano, in questo quadro, una "priorità assoluta".
Schillaci ha ricordato le misure adottate dal Governo, a partire dai 120 milioni di euro annui destinati alle specializzazioni meno attrattive, fino al rinnovo anticipato del contratto del comparto sanità. Tra gli interventi richiamati figura anche il disegno di legge di riforma delle professioni sanitarie, attualmente all'esame del Parlamento, che comprende nuove disposizioni sulla responsabilità professionale.
Responsabilità medica, la riforma dello scudo penale
"L'obiettivo è rafforzare il cosiddetto scudo penale, prevedendo che il medico sia penalmente punibile esclusivamente nei casi di colpa grave", ha dichiarato Schillaci, sottolineando il rilievo delle linee guida e delle buone pratiche clinico-assistenziali nella valutazione della condotta professionale.
Il riferimento è al disegno di legge A.C. 2700, che interviene sull'articolo 590-sexies del codice penale. Il testo, approvato dalla Commissione Affari sociali della Camera il 7 ottobre, prevede che, nei casi di omicidio colposo e lesioni personali colpose commessi nell'esercizio dell'attività sanitaria, la punibilità sia limitata alla colpa grave quando il professionista abbia rispettato linee guida o buone pratiche adeguate al caso concreto.
La proposta introduce inoltre criteri specifici per valutare la colpa, tra cui la scarsità di personale e mezzi, le carenze organizzative non evitabili dal sanitario, la complessità del caso clinico e le condizioni di urgenza o emergenza. Le nuove disposizioni non sono ancora in vigore e dovranno completare l'iter parlamentare.
L'allarme della SIC sul ricambio generazionale
Le dichiarazioni del ministro arrivano mentre la Società italiana di chirurgia segnala un progressivo invecchiamento della categoria. Secondo i dati presentati al congresso, un chirurgo su due ha più di 60 anni e nel 2026 circa il 30% dei posti nelle scuole di specializzazione risulta scoperto, con situazioni particolarmente critiche in alcune sedi, tra cui L'Aquila e Udine.
La SIC avverte che, entro cinque anni, il numero dei professionisti prossimi al pensionamento potrebbe superare quello dei giovani specialisti disponibili a sostituirli. Le difficoltà di ricambio rischiano di avere conseguenze sull'accessibilità delle prestazioni chirurgiche, soprattutto nelle aree già interessate da carenze di personale.
Secondo le stime illustrate dalla società scientifica, il fenomeno potrebbe rendere più critico l'accesso a un intervento di chirurgia generale su dieci, a fronte di circa 650mila operazioni eseguite ogni anno e di una crescita della domanda di assistenza chirurgica stimata nel 12% nei prossimi anni.
Per invertire la tendenza, la SIC chiede maggiori tutele giuridiche, incentivi economici e un accesso più ampio alle nuove tecnologie. Il presidente della società scientifica, Ludovico Docimo, ha definito gli impegni richiamati dal ministro "un segnale importante per i giovani chirurghi", confermando la disponibilità a proseguire la collaborazione con le istituzioni.
Il confronto aperto al congresso mette così in relazione la sostenibilità del ricambio generazionale, le condizioni di lavoro e la responsabilità professionale. Tre aspetti sui quali si concentrano le richieste dei chirurghi e le misure richiamate dal Governo per rendere nuovamente attrattiva una disciplina essenziale per il Servizio sanitario nazionale.




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