
Una misura destinata a finanziare l'acquisto di beni e prestazioni sanitarie, ma il cui decreto attuativo non prevede il coinvolgimento formale del ministero della Salute. È questo l'aspetto della legge di Bilancio 2027 contestato da Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), che chiede al Parlamento di modificare la disposizione relativa alla nuova Carta sanitaria per gli anziani.
La misura, finanziata con 1,645 miliardi di euro per il 2027, prevede un contributo di 300 euro destinato alle persone che abbiano compiuto 75 anni entro il 31 dicembre 2026 e siano titolari di trattamenti pensionistici per un importo complessivo non superiore a 28mila euro annui, riferito al 2025. Secondo l'articolo 53 del disegno di legge, le modalità attuative dovranno essere definite con un decreto del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con il ministro dell'Economia e delle Finanze. Il testo non prevede invece il concerto del ministro della Salute, nonostante il decreto debba disciplinare anche le condizioni di accreditamento delle strutture e dei professionisti sanitari presso i quali la Carta potrà essere utilizzata.
La richiesta di modificare il decreto attuativo
Anelli esprime "sconcerto per la scelta di non prevedere il coinvolgimento del ministero della Salute nella definizione delle prestazioni acquistabili con la Carta sanitaria per gli anziani". Una decisione che definisce "difficile da comprendere" e che, a suo giudizio, "rischia di marginalizzare il ruolo del ministro, Orazio Schillaci, al quale ribadiamo la nostra solidarietà". Al di là del riferimento all'attuale titolare del dicastero, la contestazione riguarda la distribuzione delle competenze tra ministeri nell'attuazione di una misura sanitaria. Il ministero del Lavoro è individuato come amministrazione responsabile del provvedimento, mentre quello dell'Economia partecipa alla sua adozione. La Fnomceo ritiene che debba essere formalmente coinvolto anche il ministero della Salute, in ragione della natura delle prestazioni finanziate.
"Al Parlamento chiediamo di inserire espressamente il concerto del ministro della Salute nell'adozione del decreto attuativo", afferma Anelli. La richiesta interviene mentre il disegno di legge deve ancora completare il proprio percorso parlamentare e potrebbe quindi essere modificato attraverso emendamenti.
Dalla Carta sanitaria alla tutela dei tempi d'attesa
Il presidente della Fnomceo ribadisce anche una proposta già avanzata nei giorni scorsi: utilizzare le risorse destinate alla Carta per rafforzare i percorsi che consentono ai cittadini di ottenere prestazioni sanitarie quando il Servizio sanitario nazionale non riesce a rispettare i tempi previsti. "Il sostegno agli anziani è un obiettivo condivisibile, ma deve tradursi nella certezza di accedere ai servizi e alle prestazioni di cui hanno bisogno", osserva Anelli.
La Federazione propone quindi di destinare gli 1,6 miliardi al funzionamento effettivo dei meccanismi di tutela contro le liste d'attesa, prevedendo, nei casi e alle condizioni stabiliti dalla normativa, la possibilità di ricorrere anche alla libera professione intramuraria. La differenza riguarda la finalità dell'intervento: il contributo individuale sostiene la capacità di acquisto del beneficiario, mentre il rafforzamento dei percorsi di tutela punta a garantire l'erogazione delle prestazioni quando i tempi del servizio pubblico non vengono rispettati.
Si tratta di due strumenti differenti, che possono entrambi contribuire all'accesso alle cure ma non producono necessariamente gli stessi effetti sull'organizzazione dell'assistenza.
Restano le richieste sul personale sanitario
Anelli richiama infine il mancato accoglimento della richiesta di 5,5 miliardi aggiuntivi per la sanità avanzata dal ministro Schillaci, tornando sulle criticità relative al personale. "Ancora una volta manca un intervento organico per le professioni sanitarie", afferma il presidente della Fnomceo. Pur riconoscendo gli stanziamenti per le indennità di Pronto soccorso e le prestazioni aggiuntive, Anelli ritiene necessaria una politica capace di rendere maggiormente attrattivo il lavoro nel servizio pubblico.
La richiesta di coinvolgere il ministero della Salute nell'attuazione della Carta si aggiunge così alle critiche della Federazione sull'impiego delle risorse sanitarie. La questione istituzionale resta tuttavia distinta dal giudizio complessivo sulla manovra: stabilire se la definizione delle prestazioni finanziabili attraverso uno strumento pubblico debba avvenire con la partecipazione formale dell'amministrazione responsabile delle politiche sanitarie.

Il presidente Fnomceo critica gli stanziamenti per il 2027: assunzioni, stipendi e sanità territoriale restano senza risposte. Sui fondi ai fragili propone un utilizzo alternativo.

L'articolo 8 del ddl sulle professioni sanitarie passa con soli 13 voti di scarto. La FNOMCeO contesta l'intervento legislativo sull'autonomia degli Ordini.

Anelli (FNOMCeO) commenta i dati Istat sui consumi del 2025: meno spese per controlli e accertamenti. "La salute non può dipendere dal bilancio familiare".

Il presidente Fnomceo apprezza l'accordo raggiunto nel triennio contrattuale e sottoscritto da tutti i sindacati. Chiesti più fondi e il riconoscimento dell'anzianità dei medici del 118.
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