
La riconoscibilità del farmacista all'interno della farmacia non è soltanto una questione di abbigliamento, ma una garanzia per il cittadino che deve poter distinguere il professionista sanitario abilitato dagli altri operatori presenti nella struttura. È il principio richiamato dall'Ordine dei Farmacisti della Provincia di Roma in una circolare dedicata all'utilizzo del camice bianco e dei distintivi professionali.
Il documento, sottoscritto dal presidente Giuseppe Guaglianone e dal segretario Vladimiro Grieco, richiama le disposizioni dell'articolo 9 della legge regionale del Lazio n. 26/2002 e le indicazioni della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi), precisando le modalità con cui devono essere identificati farmacisti, tirocinanti e personale non abilitato. "Il cittadino che accede alla farmacia deve poter identificare subito e senza incertezze il professionista sanitario", sottolinea l'Ordine. Da questo principio discende la riserva del camice bianco al personale sanitario abilitato, con specifiche indicazioni per le diverse figure che operano nella farmacia.
Il camice come elemento di riconoscimento professionale
Per i farmacisti iscritti all'Albo, la circolare richiama l'obbligo di indossare il camice bianco accompagnato dal distintivo ufficiale della Fofi, il caduceo. L'associazione tra i due elementi consente di identificare il professionista abilitato all'esercizio della professione.
Una disciplina specifica riguarda i tirocinanti, per i quali è previsto il camice bianco senza caduceo. La loro posizione deve essere resa riconoscibile attraverso un tesserino recante espressamente la qualifica di "Tirocinante". In questo modo viene distinta la presenza di chi sta completando il percorso formativo da quella del farmacista già iscritto all’Albo. La distinzione assume rilievo anche rispetto alle attività che possono essere svolte dalle diverse figure. L'abbigliamento non attribuisce competenze professionali, ma deve rappresentare correttamente la qualifica di chi lo indossa, evitando che l'utenza possa confondere ruoli differenti.
Le indicazioni per il personale non farmacista
Per il personale privo dell'abilitazione professionale, tra cui commessi, magazzinieri, amministrativi ed estetisti, l'Ordine richiama il divieto di utilizzare il camice bianco.
La prescrizione comprende anche gli indumenti prevalentemente bianchi caratterizzati da profili o inserti colorati. La circolare precisa infatti che il divieto riguarda "tassativamente anche i capi di base bianca rifiniti con profili, bordi o strisce colorate". Per queste figure è indicato l'utilizzo di divise interamente di colore differente, come azzurro, verde o bordeaux, prive del caduceo professionale. La finalità è evitare che la presenza di personale con mansioni diverse possa generare equivoci sull'identità e sulla qualifica degli operatori.
Identificazione e tutela del rapporto con il cittadino
Il richiamo dell'Ordine romano si inserisce nella disciplina dell'esercizio professionale e nella necessità di garantire un'informazione chiara all'interno delle farmacie, dove possono operare contemporaneamente farmacisti, tirocinanti e addetti a funzioni non sanitarie.
La distinzione visiva tra le figure professionali contribuisce a rendere immediatamente riconoscibile il soggetto al quale il cittadino può rivolgersi per le attività riservate al farmacista. Non si tratta quindi soltanto di preservare un simbolo tradizionalmente associato alla professione, ma di assicurare che tale simbolo corrisponda a una qualifica effettivamente posseduta.
La circolare invita gli iscritti al rispetto delle disposizioni vigenti, richiamando il valore del decoro professionale e della trasparenza nei confronti dell'utenza. In questa prospettiva, il camice bianco e il caduceo assumono una funzione precisa: consentire al cittadino di riconoscere il professionista abilitato e distinguere le responsabilità delle diverse figure presenti in farmacia.

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