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Medici no vax, sul reintegro la maggioranza si divide al Senato

Forza Italia annuncia un emendamento contro la norma approvata alla Camera. Dal mondo medico arrivano critiche sulla possibile reiscrizione dei professionisti radiati.
Medici no vax, sul reintegro la maggioranza si divide al Senato
Sanità pubblica
Professione
Vaccini

Il possibile ritorno negli Albi dei medici radiati durante la pandemia apre una divergenza all'interno della maggioranza di governo e riporta al centro del confronto il rapporto tra decisione politica, evidenze scientifiche e responsabilità professionale. La disposizione inserita nel disegno di legge sulle professioni sanitarie, approvato dalla Camera, sarà oggetto di una proposta di modifica al Senato da parte di Forza Italia, che contesta l'opportunità di intervenire per legge su provvedimenti disciplinari già adottati.

Ad annunciare l'iniziativa è stata Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia, che ha confermato il sostegno del partito all'impianto generale della riforma, distinguendolo però dalla norma relativa ai professionisti radiati. "Sul disegno di legge siamo assolutamente d'accordo, mentre non lo siamo sulla norma che riguarda il reintegro dei medici no vax. Ci lavoreremo insieme al Senato per cambiarla presentando un emendamento specifico", ha dichiarato.

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Craxi ha inoltre richiamato il rispetto delle disposizioni adottate durante l'emergenza sanitaria, ricordando che "le leggi vanno rispettate, anche riguardo ai medici che le hanno rispettate rischiando la vita". Una posizione che si affianca alle critiche espresse dalla senatrice Licia Ronzulli, anch'essa di Forza Italia, contraria a una soluzione legislativa che rischierebbe di cancellare le conseguenze di comportamenti oggetto di valutazione disciplinare.

Una divergenza interna alla maggioranza

La vicenda presenta un elemento politico significativo. La norma contestata è stata approvata dalla Camera nell'ambito di un provvedimento sostenuto dalla maggioranza di governo, ma proprio dall'interno della coalizione arriva ora la richiesta di modificarla. Non si tratta quindi soltanto di una contrapposizione tra Governo e opposizioni, bensì di una differenza di posizione tra le forze che sostengono l'Esecutivo.

Forza Italia non mette in discussione l'intero disegno di legge sul riordino delle professioni sanitarie. La contestazione riguarda una disposizione specifica, ritenuta problematica per le sue implicazioni scientifiche e deontologiche. La maggioranza arriva così al passaggio parlamentare successivo senza una posizione unitaria su una questione che continua a suscitare reazioni anche a distanza di anni dalla fase più acuta dell'emergenza Covid.

Sospensione e radiazione, due provvedimenti differenti

Per comprendere la portata della disposizione è necessario distinguere tra la sospensione dall'esercizio professionale per mancato adempimento dell'obbligo vaccinale e la radiazione dall’Albo. La prima era collegata alla disciplina straordinaria introdotta durante l'emergenza pandemica e alla permanenza dei relativi obblighi. La seconda costituisce invece una sanzione disciplinare, adottata a seguito della valutazione di specifiche condotte professionali.

La norma approvata alla Camera non determina il reintegro automatico di tutti i medici che non si sono vaccinati, ma introduce una procedura straordinaria per la possibile reiscrizione dei professionisti radiati. È una differenza sostanziale, perché sposta l'attenzione dal venir meno di un obbligo sanitario alla possibilità di riconsiderare gli effetti di decisioni disciplinari. Il punto non è escludere che un provvedimento di radiazione possa essere riesaminato, ma stabilire secondo quali criteri e con quali garanzie debba avvenire la valutazione delle singole posizioni.

Le critiche del mondo medico-scientifico

Tra le reazioni più nette figura quella di Francesco Cognetti, presidente di FOCE e coordinatore di FOSSC, che ha definito la disposizione una "grave ferita" per i medici impegnati durante la pandemia e per la memoria delle vittime dell'emergenza sanitaria. La critica richiama il rapporto tra libertà di opinione e responsabilità professionale. Il dissenso rispetto a una scelta di politica sanitaria, anche quando espresso da un medico, non coincide necessariamente con una violazione deontologica. Diverso è il caso di condotte che siano state valutate dagli organismi competenti e ritenute incompatibili con gli obblighi derivanti dall'esercizio della professione.

È su questa distinzione che si concentra una parte delle perplessità suscitate dalla norma, soprattutto per il rischio che una procedura straordinaria venga interpretata come una riabilitazione generalizzata, indipendentemente dalle ragioni che hanno determinato le singole radiazioni.

Anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha ribadito pubblicamente la propria fiducia nella scienza e nelle vaccinazioni. Una posizione che non equivale a una richiesta esplicita di modifica della norma, ma conferma la centralità delle evidenze scientifiche nel confronto sulle responsabilità dei professionisti sanitari.

Il confronto si sposta al Senato

L'esame del provvedimento a Palazzo Madama offrirà l'occasione per chiarire la portata della disposizione e verificare la possibilità di introdurre correttivi. L'emendamento annunciato da Craxi rappresenta il primo elemento concreto di una discussione che attraversa la stessa maggioranza. Le posizioni emerse evidenziano due esigenze: consentire il riesame di situazioni maturate in un contesto eccezionale e preservare il valore delle decisioni disciplinari assunte nei confronti di comportamenti individuali. La possibilità di riconsiderare una sanzione non implica necessariamente la cancellazione delle responsabilità che l'hanno determinata.

Sarà dunque il Senato a dover individuare un punto di equilibrio, chiarendo se e a quali condizioni i professionisti radiati potranno ottenere una nuova iscrizione. Una scelta destinata ad avere conseguenze non soltanto sui medici direttamente interessati, ma anche sul significato attribuito alle regole professionali dopo l'esperienza della pandemia.

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