
Dalle ondate di calore alla diffusione di nuove malattie, gli effetti del cambiamento climatico richiedono una sanità pubblica capace di individuare in anticipo le minacce per la popolazione. L’impiego dell’intelligenza artificiale può favorire questo passaggio, trasformando una grande quantità di informazioni in strumenti utili alla prevenzione sanitaria.
Dalla risposta all’emergenza alla previsione del rischio
Il tema è stato affrontato dalla Società Italiana d’Igiene, durante il 59° congresso nazionale, nell’ambito della sessione plenaria "Quando il Pianeta cambia rotta: ambiente, clima e nuove emergenze di salute". Al centro del confronto, l’integrazione tra modelli predittivi, sorveglianza epidemiologica, dati ambientali e competenze dei professionisti, secondo l’approccio One Health.
«Il clima non è una semplice variabile esterna, ma un determinante primario di salute e, per questo, la sanità pubblica deve passare dalla sola reazione all’emergenza all’anticipazione attiva del rischio», ha spiegato Marcella Di Fant, rappresentante della Consulta delle professioni sanitarie del Collegio operatori della Società italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, componente del Gruppo di lavoro "Task Shifting" della società scientifica e tecnico della prevenzione presso l’Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale.
Sistemi di allerta costruiti sui dati locali
L’IA può integrare dati clinici, meteorologici, satellitari e genomici, contribuendo alla realizzazione di sistemi di allertamento precoce. L’efficacia di questi strumenti dipende, tuttavia, dalla loro capacità di adattarsi alle caratteristiche dei singoli territori.
«Se non viene attuata una "calibrazione" a livello locale, i modelli matematici "globali" possono andare incontro a un fallimento e, di conseguenza, sovrastimare gli impatti», ha avvertito Di Fant. Algoritmi non adeguatamente addestrati rischiano inoltre di escludere le comunità marginali e di amplificare le disuguaglianze di salute. Per questo, le tecnologie globali devono essere costantemente ricalibrate attraverso i dati raccolti dalla sorveglianza sul territorio.
La responsabilità resta ai professionisti sanitari
La capacità di elaborare rapidamente le informazioni non sostituisce la valutazione umana. «L’algoritmo dell’intelligenza artificiale deve ottimizzare e velocizzare l’interpretazione dei dati, ma la responsabilità sanitaria ed etica rimane nelle mani del professionista sanitario», ha precisato l’esperta.
La prevenzione delle emergenze clima-correlate richiede quindi una collaborazione tra istituzioni, professionisti e territori, accompagnata da una formazione specifica per un impiego consapevole e strategico delle nuove tecnologie.

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