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La legge 180: 30 anni dalla chiusura dei manicomi

Psichiatria Redazione DottNet | 05/08/2008 10:55

"La legge 180 va modernizzata", ciò quanto asserito da Pierluigi Scapicchio, past presidente della Società italiana di psichiatria, durante il convegno "La psichiatria del nuovo millennio: progressi e innovazioni"; tenutosi lo scorso mese a Roma.

Occorre reinterpretare nuovi bisogni e mandati sociali per realizzare una soluzione adeguata ai problemi sociali determinati dalla presenza di una malattia mentale.”Occorre che la legge 180 sia riadattata ai tempi”. “Oggi – ha affermato Scapicchio – è come se avessimo 21 normative diverse, una per Regione, ed è necessario valutare, analizzare, cosa cambiare in ciascuna delle singole realtà territoriali in funzione della situazione odierna”. Occorre modificare la rete di assistenza territoriale in base alle attuali esigenze sociali, occorre realizzare un sistema di rete che determini un collegamento operativo tra le realtà territoriali. Occorre evitare che i malati siano lasciati a sé stessi ed integrare problematiche sociali e sanitarie, occorre avere un soggetto istituzionalmente forte che sovrintenda a questi problemi senza far ricadere la responsabilità sugli operatori.

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Per quanto riguarda le famiglie con malati molto gravi, che non accettano di essere curati e creano problemi difficili da risolvere, non si può pensare né alla coercizione, né si può pensare di abbandonare queste persone ed i loro cari, ma pensare a percorsi ad hoc per questo tipo di situazioni. Non è dunque modificabile la qualità dei principi contenuti nella legge Basaglia, bensì l’organizzazione assistenziale cambiando il funzionamento dei dipartimenti di salute mentale, perché la società odierna non è più quella di una volta.

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