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Studio aperto di alte dosi (30 mg) e moderate dosi (20 mg) di escitalopram per il trattamento di disordini ossessivi-compulsivi

Psichiatria Redazione DottNet | 17/09/2009 16:19

Uno studio, condotto nel Dipartimento di Psichiatria del Massachusetts presso il General Hospital in collaborazione con l’Harvard Medical School, ha valutato l’efficacia mettendo a confronto due diversi dosaggi di escitalopram nel trattamento dei disordini ossessivo-compulsivi (OCD).

Trenta individui sono stati arruolati in 16 settimane, per uno studio aperto riguardante l’escitalopram e randomizzati in due bracci, rispettivamente 20 o 30 mg. Lo studio ha valutato i sintomi dell’OCD, in particolare ansia, depressione e qualità di vita all’inizio dell’arruolamento, alla seconda, quarta, dodicesima e sedicesima settimana. Ventitre sono stati gli studi completati e le analisi di pre e posttrattamento hanno rivelato significativi miglioramenti (P<0.5) sia clinici che soggettivi dei sintomi dell’OCD. Approssimativamente, metà dei pazienti (n = 12) hanno risposto pienamente e meno di un quarto (n = 5) hanno risposto parzialmente alla terapia.

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I propositi dello studio mostrano miglioramenti simili (P<0.05) per entrambi i bracci. Al completamento dello studio, una maggior risposta e miglioramenti basati sulla scala Yale-Brown (p<0.05) sono stati associati alla dose di 30 mg piuttosto che 20 mg. La differenza tra i due gruppi, comunque, scompare nel momento in cui le differenze iniziali nella depressione al basale ed i punteggi di ansia sono stati utilizzati come covariate analisi. Questi risultati suggeriscono che la dose di 30 mg di escitalopram riesce a ridurre in maniera superiore i sintomi nel disturbo ossessivo-compulsivo per coloro che soffrono di depressione e/o ansia.
 

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